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Lavanda il profumo dell’anima

Lavanda il profumo dell’anima

Dalle antiche tradizioni alle pratiche esoteriche, il potere della purificazione, della protezione e della consapevolezza sono racchiuse in questa pianta magica dal profumo inebriante. Ci sono piante che sembrano custodire una memoria antica, la lavanda è una di queste. Il suo profumo delicato, riconoscibile e apparentemente rassicurante accompagna l’essere umano da secoli. È stata utilizzata per lavare il corpo, profumare gli ambienti, conservare la biancheria, accompagnare pratiche medicinali e, nel folklore, protegge la casa e le persone. Ma nella dimensione simbolica la lavanda racconta qualcosa di ancora più profondo, la capacità di liberarsi da ciò che appesantisce per tornare alla propria essenza. Il suo stesso nome è collegato al latino “lavare”, a testimonianza dell’antico legame con la pulizia e l’igiene. Le fonti storiche mostrano il suo impiego nel mondo greco-romano, successivamente, nelle pratiche medievali e popolari.

La lavanda nell’antichità: quando il profumo diventa rituale. Le prime testimonianze scritte occidentali della lavanda risalgono all’antichità classica, Teofrasto ne fa riferimento e Discoride la descrive nella sua De Materia Medica, una delle opere fondamentali della tradizione erboristica antica. Furono soprattutto i Romani a rendere la lavanda parte della vita quotidiana. Veniva utilizzata nelle terme, nell’acqua del bagno, per profumare il corpo e gli abiti e all’interno di pratiche legate all’igiene. Ed è proprio qui che possiamo comprendere una delle sue prime associazioni simboliche, lavare il corpo poteva diventare anche un gesto di rinnovamento. L’acqua porta via ciò che è vecchio, il profumo lascia qualcosa di nuovo. Da questa prospettiva la Lavanda diventa naturalmente un simbolo di passaggio, lasciare andare, purificare, ricominciare. La storia della Lavanda, dunque, è affascinante proprio perché ci insegna a distinguere la tradizione documentata dal simbolismo che si è sviluppato nel tempo. Riconosciuta come l’erba che profuma e protegge nel medioevo la lavanda entrò sempre più nella vita domestica e nei monasteri. Grazie alla capacità di tenere lontani alcuni insetti veniva associata alla protezione della casa e delle persone.

Una figura particolarmente interessante è quella di Ildegarda di Bingen, badessa, mistica e studiosa medioevale, che inserì la lavanda nelle proprie conoscenze erboristiche. Una recente analisi storica delle fonti ricorda come Ildegarda  ne valorizzasse soprattutto il profumo e le qualità che la tradizione associava alla chiarezza e alla protezione. La lavanda cominciò così a vivere su due piani contemporaneamente, quello materiale, legato alla pulizia, alla cura e alla profumazione. Quello simbolico, legato alla protezione, alla serenità e alla purificazione. Ed è proprio questa doppia natura che ancora oggi la rende così presente nell’immaginario spirituale. La lavanda legata alle streghe, quando parliamo di streghe dobbiamo fare attenzione a non immaginare un’unica tradizione magica organizzata e identica in tutta Europa. La magia popolare era fatta soprattutto di pratiche tramandate, erbe, preghiere, amuleti, profumi, gesti quotidiani e credenze locali. La lavanda entrò in questo universo come purificazione, protezione, amore, sonno e serenità. Sacchetti di lavanda venivano collocati vicino al letto o tra la biancheria, rametti essiccati potevano essere appesi negli ambienti domestici, in alcune tradizioni popolari la pianta era associata alla protezione dalla sfortuna e dal malocchio. Da qui nasce una delle immagini più belle della lavanda magica, una barriera gentile, non una protezione aggressiva, ma una presenza che secondo la simbologia popolare allontana ciò che è pesante mantenendo l’ambiente armonioso.

La lavanda come alleato spirituale nel moderno mondo esoterico viene frequentemente associata a:

-Purificazione

-Protezione

-Pace interiore

-Guarigione simbolica

-Amore e armonia

-Sonno e sogni

-intuizione

-Apertura alla meditazione

-Liberazione dalle energie stagnanti

-Equilibrio emotivo.

Quando una persona accende una candela, respira un profumo, prepara un bagno rituale o tiene tra le mani un’erba, sta compiendo un gesto che può diventare un momento di presenza. E la Lavanda si presta particolarmente bene a questo lavoro, il rituale di purificazione. La lavanda e una delle piante più adatte, nella simbologia esoterica, a rappresentare la purificazione. Non soltanto quella degli ambienti, anche quella dei pensieri. Utilizzata durante un bagno, una meditazione o una pratica di rilassamento, può rappresentare il desiderio di lasciare andare ciò che non serve più. L’acqua porta via, la lavanda accompagna, l’intenzione trasforma. La vera domanda non è: “Questa pianta eliminerà davvero l’energia negativa?” Ma: “Cosa sono pronto a lasciare andare?”.

Ed è qui che il rituale diventa consapevolezza.

La lavanda è associata alla protezione della casa e della persona. In alcune tradizioni veniva collocata vicino alle porte o utilizzata in sacchetti e amuleti. La porta rappresenta il confine, dentro c’è il nostro spazio, fuori c’è il mondo. Mettere la lavanda sulla soglia significa, ricordare che non tutto ciò che arriva dall’esterno deve necessariamente entrare nella nostra vita. Proteggersi non significa chiudersi, significa imparare a scegliere. La lavanda possiede anche un allunga associazione con l’amore e la fedeltà, veniva considerata un’erba legata all’affetto, alla devozione e ala fortuna nelle relazioni. Nell’esoterismo può essere utilizzata nei rituali dedicati all’armonia di coppia, all’amore verso se stessi e alla guarigione delle ferite emotive. Ma c’è una differenza fondamentale tra un rituale d’amore consapevole e un rituale volto a manipolare un’altra persona, la lavanda nella sua simbologia più armoniosa, non dovrebbe rappresentare il controllo, dovrebbe rappresentare l’amore libero, la reciprocità e la capacità di amare senza perdere se stessi. Per questo può diventare soprattutto un’alleata nei rituali d’amore verso di sé.  La lavanda nel mondo dei sogni, il suo profumo ha un’effetto calmante che porta al riposo e al sonno, anche ricerche moderne ne hanno studiato questi effetti. Il momento prima del sonno viene considerato una soglia, la mente razionale rallenta, l’inconscio emerge, i sogni diventano più presenti. Per questo la lavanda viene associata alla dimensione onirica e alla capacità di ascoltare ciò che durante il giorno non riusciamo a sentire.

Il lato ombra della lavanda esiste? Si! Parlare solo della parte “positiva” della lavanda significherebbe perdere una delle lezioni più importanti che questa pianta può offrirci. La sua ombra è rappresentata dalla fuga dalla realtà. La lavanda calma, consola, avvolge. Ma proprio per questo può diventare simbolicamente il desiderio di anestetizzare ciò che non vogliamo affrontare. Possiamo purificare una stanza mille volte, ma se continuiamoi a portare dentro di noi lo stesso rancore, la stessa paura o lo stesso schema relazionale, nessun rituale potrà sostituire il lavoro interiore. La lavanda ci invita ad affrontare con maggiore lucidità i problemi. La sua ombra ci pone una domanda: Sto cercando pace oppure sto cercando semplicemente di non sentire?

È una differenza sottile, ma fondamentale. La lavanda è maestra di consapevolezza, forse e qui che si trova il messaggio più profondo della lavanda. Non ci insegna a eliminare tutto ciò che ci fa stare male, ci insegna a distinguere, ci sono persone da lasciare andare, pensieri da trasformare, abitudini da interrompere, situazioni da accettare e confini da stabilire.

La lavanda può diventare allora un simbolo di purificazione consapevole, non cancellare il passato, ma smettere di permettergli di governare il presente. Potete utilizzare la lavanda nel bagno rituale utilizzando fiori essiccati in acqua per rappresentare il rilascio e il rinnovamento.

Meditazione: tenere vicino un piccolo sacchetto di lavanda come elemento sensoriale associato alla calma e alla presenza.

Altare: collocare un rametto essiccato come simbolo di purificazione, protezione e armonia.

Utilizzare la lavanda quando si decide di fare un rituale di chiusura in un fase della nostra vita.

La lavanda calma, attenua l’aggressività e infonde una sensazione di pace. La pace della mente e del cuore è molto importante. La pace è accettare noi stessi con tutti i nostri limiti, avvertire dentro di noi una base sicura su cui fare affidamento, allo stesso tempo andare incontro alle ragioni e alle diversità degli altri. La lavanda crea intorno alla persona un’aurea luminosa che attrae energia positive, elimina i contrasti e allontana le negatività. La lavanda non arriva nelle nostre vite per insegnarci a diventare persone diverse, arriva per ricordarci chi siamo quando smettiamo di portarci addosso ciò che non ci appartiene. Il suo colore tenue ci parla di delicatezza, il sup profumo ci ricorda la presenza.

Cosa hai bisogno di lavare via dalla tua vita per poter tornare a respirare? Forse paura, un legame, un senso di colpa, l’immagine che gli altri hanno costruito di te? La vera purificazione non consiste nel diventare immacolati, ma nel riconoscere ciò che non ci appartiene più e avere il coraggio di lasciarlo andare. Il rituale più potente è quello che compi dentro di te.

-Lavanda appartiene alla Lavandula

-Famiglia: Lamiaceae

-Pianta aromatica perenne e sempreverde

-Specie: Lavandula angustifolia mill

-Foglie strette, allungate

-Fiori: piccoli, riuniti in spighe terminali, colore violetto o lilla -Fioritura: primavera e estate

Shielan Russo L’autore Shielan Russo Shielan Russo Da oltre trent’anni coltiva una sensibilità profonda verso l’essere umano, la natura e il mondo sottile. Formata come OSS e volontaria nel 118, ha maturato esperienza nel sociale e nell’ascolto delle fragilità. Oggi unisce percorso personale, competenze professionali e rimedi naturali per accompagnare le persone verso equilibrio, benessere e riconnessione tra mente, corpo e anima.
Instagram: russo_tamara_1982 Scopri tutti gli articoli →
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