Da sempre il numero 666 è associato al male, ci sono teorie in cui viene definito il numero del Diavolo, altre il marchio della bestia, altre teorie ancora sostengono sia l'ora esatta dell'inizio dell'Apocalisse.
Seguito attente ricerche illustrerò una mia personale analisi sull'interpretazione del numero 666, utilizzando una metodologia costituita da un esame critico di fonti non soltanto bibliche e classiche, ma anche appartenenti ad altri contesti.
La prima fonte che ho analizzato viene proposta in un lungo episodio, esteso su due capitoli, in cui dapprima appare in cielo un enorme drago maligno che perseguita una donna in procinto di partorire e poi cerca di ucciderle il figlio neonato, ma viene affrontato da Michele con le sue schiere angeliche e scaraventato sulla Terra. L’episodio prosegue con il racconto di successivi eventi di cui sono protagoniste altre due bestie demoniache, strettamente legate al drago, per poi concludersi con il famoso indovinello, di cui finora non è stata mai trovata una soluzione convincente: “Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia infatti è un numero d’uomo, e il suo numero è seicentosessantasei” (da questa fonte il numero 666 è considerato il "marchio della bestia").
Per trovare la soluzione di questo enigma conviene innanzi tutto leggere attentamente l’episodio, di cui qui di seguito riportiamo i punti salienti (comprendenti parte dei versetti contenuti nei capitoli 12 e 13 dell’Apocalisse di Giovanni):
“Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire, in modo da divorare il bambino non appena lo avesse partorito. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e il suo trono (…) Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo. E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e Satana e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli (…) E vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo (…) Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita (…) Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d’orgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue mesi. Essa aprì la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo (…) E vidi salire dalla terra un’altra bestia che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, ma parlava come un drago. Essa esercita tutto il potere della prima bestia in sua presenza e costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia, la cui ferita mortale era guarita. Opera grandi prodigi, fino a far scendere il fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini (…) Essa fa sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, ricevano un marchio sulla mano destra o sulla fronte, e che nessuno possa comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: è infatti un numero d’uomo, e il suo numero è seicentosessantasei”.
L'indovinello dell’Apocalisse fa riferimento ad un “serpente antico”, incarnazione del Male al punto da essere chiamato “diavolo e Satana”, che, dopo essere “precipitato sulla terra”, riappare sotto le spoglie delle due bestie. Esso è Apep (“Apophis” in greco), il grande serpente della mitologia egizia, immagine delle forze delle tenebre nonché acerrimo nemico di Ra, il dio del sole (non a caso il suo epiteto era “il nemico di Ra”). All’inizio di ogni nuovo giorno Apophis cercava di impedire il sorgere del sole, minacciandolo mentre navigava sulla sua barca attraverso il Duat, l’aldilà egizio.
Qui cercheremo ora di dimostrare che è proprio ad Apophis, il maligno nemico del dio del sole, che potrebbe alludere l’indovinello che conclude l’episodio dell’Apocalisse. Infatti, la somma dei numeri corrispondenti alle lettere greche (A-P-O-PH-I-S) che compongono il suo nome è pari a 667 (A = 1, P = 80, O = 70, PH = 500, I = 10, S = 6), a cui però bisogna sottrarre 1 (il numero della A iniziale) perché, secondo l’Apocalisse, “vidi una delle sue teste come ferita a morte”. Questo nella mitologia egizia corrisponde a un racconto in cui Apophis viene sconfitto da Ra in veste di gatto: “il Grande Gatto, un aspetto di Ra, tagliò la testa di Apophis sotto l’albero sacro ished“. Ne consegue che la somma è 666.
Apophis decapitato da Ra nelle sembianze di un gatto (Papiro di Hunefer, ca. XIII-XII sec. AC)
Su questo aspetto cruciale della decapitazione di Apophis da parte di Ra vi è anche una versione leggermente diversa, che non cambia per nulla la sostanza del racconto: “Apophis, nemico di Ra, distogli la faccia! Ra odia la tua stessa vista! La testa viene quindi tagliata, fatta a pezzi e gettata via”.
Tornando a quella A iniziale, va osservato che nel sistema numerico greco di età ellenistica per indicare il numero 1 si usava la lettera alpha; essa deriva dalla lettera fenicia aleph (corrispondente anche alla prima lettera dell’alfabeto ebraico), che indicava il bue. Quindi la A di Apophis ne rappresentava la “testa”, sia perché era la lettera iniziale del suo nome, sia perché era la prima dell’alfabeto greco.
Altre ipotesi e profezie, sostengono che il numero 666 è un codice che si realizza osservando l'orologio.
Quando le tre lancette si fermano sul numero 6 avremo il numero 6 nell'ora, il numero 6 nei minuti e il numero 6 nei secondi.
Tutte e tre le lancette puntano esattamente verso il basso, da sempre viene considerato il "luogo degli inferi".
In italiano si riferisce all'oltretomba o al regno dei morti, spesso associato alla mitologia greca e romana, come l'Ade o gli Inferi. Nel contesto della mitologia greca, Ade è il dio degli inferi e il suo regno è dove le anime dei morti dimorano. Nella mitologia romana, gli Inferi sono il regno dei morti, spesso associati a luoghi come l'Averno o l'Orco.
Le tre lancette dell'orologio che puntano giu'all'Inferno implicano il codice 666 all'ora esatta in cui il male cadrà sulla Terra.
La profezia prevede che le porte del cielo si apriranno e tutti i tipi di esseri usciranno per ingannare l'umanità.
Nell'esoterismo e occultismo è nota la regola che quando un simbolo si ripete per tre volte, è un segnale indicativo di un'invocazione. Quindi il numero 6 che si ripete tre volte puntando verso il basso è un'invocazione agli esseri che risiedono negli abissi dando inizio alla Apocalisse.
Le mie ricerche mi hanno condotto fino a qui.
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Christine

