La sequenza numerica degli arcani maggiori continua dopo il Matto con la carta I, scritta, come da tradizione col numero romano. Essa è numerologicamente l’inizio, l’impulso, il primo battito di cuore del mondo, rappresenta la creazione appena messa in moto dalle forze divine, dunque il numero uno nella sua essenza spirituale.
Il Mago ha un’immagine molto omogenea nelle varie tradizioni tarologiche che vede un uomo o un giovinetto biondo intento a lavorare su un tavolo da artigiano e maneggiare oggetti con grande abilità. Egli è il bagatto, il ciabattino e anche un prestigiatore, è adornato da vesti colorate e dipinto nell’atto di armeggiare con una o due bacchette magiche.
Chi vede questo abile creatore di meraviglia potrebbe chiedersi perché ha un cappello eccentrico e vari piccoli oggetti sul tavolo. Il copricapo è, in alcuni mazzi, a forma di 8 coricato, simbolo dell’infinito, segno che nella sua testa ci sono innumerevoli idee e fantasie che egli sta realizzando con le mani, la sua portentosa magia e i quattro elementi esoterici per eccellenza, aria, acqua, terra e fuoco, ovvero gli oggetti sul piano di lavoro.
Significati tarologici
L’inizio, la magia, l’abilità e la creazione di nuove imprese. Arte materiale e capacità di fare e di apprendere, buono per chi studia e impara qualcosa. Giovinezza e inizio delle prime responsabilità, entusiasmo, gioco, imbonimento ma anche truffa, raggiro, poca destrezza o troppa destrezza destinata a ritorcersi contro chi la ostenta.
Magia minore, creazione e trasferimento di energia e fluido psichico, convincimento occulto facilmente svelato, ipnosi.
Come tutte le carte si deve vedere il contesto e le altre carte che affiancano il Mago ma genericamente apporta energie positive e permette la risoluzione di problemi raccogliendo prima la giusta quantità di “potere”.
Significati evolutivi e spirituali
Solo di grandi realizzazioni è capace il bagatto? No di certo. Il suo aspetto e l’atteggiamento da imbonitore o da prestigiatore ci ricordano che la sua opera è mirabile ma non certo frutto di grande esperienza. Egli è il simbolo dell’entusiasmo ma anche dell’ingenuità, convince con grandi idee che spesso non sa far durare, è un illusionista arguto ma talvolta disonesto.
Il Mago ricorda che la sequenza della creazione si basa sulla sua forza inventiva e che tutti noi dovremmo adottarne le virtù sapendo che l’esperienza andrà appresa in seguito, con altri arcani maggiori. La sua abilità e forza creativa e sessuale sono giovanili, potenti ma spesso poco raffinate e capaci di illudere, ingannare ma anche di travolgerci positivamente con la potenza del suo dominio sugli elementi.
Una lezione importantissima ci arriva da questo giovane mago: tutti siamo creatori e abbiamo il potere, dentro di noi, di dare inizio a grandi imprese. Tutti possediamo abilità, capacità di trasformare gli elementi in materia solida o buone emozioni, prima però dobbiamo preparare il tavolo da lavoro, ovvero la nostra vita, sgomberando da ciò che non ci serve, le illusioni e le bugie che spesso abitano nella nostra testa.
Simboli esoterici e misteri
In quasi tutte le versioni della carta il tavolo da lavoro ha tre sole gambe, sembrerebbe un errore ma ovviamente non lo è. Il tavolo è retto dalla forza misteriosa del divino, la quarta gamba che è fuori dell’immagine, essa ci ricorda che è la forza dell’invisibile a tenere in piedi la creazione, qualcosa che neanche il Mago più abile riuscirà mai ad emulare. I colori poi vedono una forte prevalenza di rosso nella veste che lo avvolge, esso è, nuovamente, il fuoco della creazione e l’entusiasmo che gli dà potenza. Ma perché non è un mago anziano con una lunga barba? La magia di un Merlino non appartiene ancora al Bagatto. Lui come tutti noi sta facendo ancora esperimenti con la magia primordiale, dunque sbaglia, si ricrede, sbaglia ancora e un giorno diverrà il mago supremo che tutto può e tutto trasforma.
Pierluca Zizzi

