Il dizionario infernale di Jacques Auguste Simon Collin de Plancy, edito dalle Edizioni Mediterranee, è un'opera monumentale che, al di là della sua apparente immediatezza, si rivela un viaggio profondo e affascinante nei meandri dell’occultismo, della demonologia e della simbologia infernale. Con uno stile che intreccia il rigore scientifico a un’aura di mistero, questo dizionario si presenta come una fonte imprescindibile per chi desidera esplorare la vastità del folklore e della tradizione demonologica che ha segnato l’immaginario collettivo occidentale per secoli.
L’edizione curata da Francesco Piqué non è soltanto una ripubblicazione di un classico dell'occultismo, ma una rielaborazione che introduce una serie di elementi nuovi, sia nella forma che nel contenuto, senza però tradire l’essenza dell’opera originale. La revisione curata dall’esoterista livornese, pur mantenendo intatta la struttura enciclopedica e il fascino delle voci che costellano l’Inferno di Collin de Plancy, apporta delle modifiche che arricchiscono e modernizzano l’esperienza del lettore contemporaneo, pur con il rispetto dovuto al testo francese.
Una delle prime e più evidenti differenze riguarda la traduzione e l’approccio linguistico. La versione originale di Plancy, pur intrisa di una certa solennità e classicismo, talvolta risulta densa di un linguaggio che può sembrare distante a un lettore moderno. Piqué, con una finezza stilistica degna di nota, ha cercato di rendere il testo più fluido e accessibile, senza tuttavia sacrificarne la profondità. La sua traduzione si spinge oltre la semplice fedeltà alla lingua originale, cercando di rimanere il più possibile vicino all’intenzione dell’autore, ma con un occhio attento alla lettura odierna, più incline alla scorrevolezza e alla precisione terminologica.
Le note del curatore non si limitano a chiarire riferimenti oscuri, ma tracciano collegamenti con la cultura contemporanea, mostrando come certi archetipi demonologici sopravvivano nell'immaginario moderno. Particolarmente preziosi sono i confronti tra le diverse edizioni ottocentesche, che permettono di seguire l'evoluzione di voci cruciali come "Lucifero" o "Sabba", mutatesi parallelamente alla conversione dell'autore al cattolicesimo.
Non solo la lingua, ma anche la selezione e l'approfondimento delle voci sono altre caratteristiche che distinguono questa nuova edizione. La versione di Piqué non si limita a una mera riproposizione dei lemmi tradizionali, ma arricchisce il dizionario con nuove interpretazioni, analisi e, in alcuni casi, revisioni delle voci originarie. Piqué ha infatti integrato voci che, pur non essendo presenti nell'edizione originale, trovano una loro collocazione nel panorama delle tradizioni esoteriche e occulte più recenti, e che danno una visione più completa delle dinamiche infernali. Alcuni termini sono stati ampliati, altri aggiornati, per fornire una lettura che tenga conto delle ricerche e degli sviluppi del pensiero occulto moderno. La nuova edizione si fa così ponte tra il passato e il presente, cercando di mantenere il filo che lega la demonologia medievale e rinascimentale con le evoluzioni più attuali della stessa disciplina.
Un altro aspetto che salta subito agli occhi è la cura grafica ed editoriale del libro, che si distingue per l’attenzione ai dettagli e una qualità di stampa che rendono l’esperienza visiva del testo un vero piacere. Le illustrazioni originali, che accompagnano l’opera di Plancy, sono state riproposte in una veste rinnovata, con una qualità maggiore e una disposizione che accresce la comprensione delle voci trattate. Questi elementi iconografici, che appartengono a una tradizione antica e spesso misteriosa, assumono un valore aggiunto in questa nuova edizione, poiché la loro presenza non è più solo decorativa, ma funzionale, capace di evocare simbolicamente l’oscurità e l’ambiguità delle figure descritte.
Inoltre, l'introduzione di un apparato critico che accompagna l’opera è un'altra differenza significativa. Piqué ha fornito un’analisi dettagliata che va oltre la mera contestualizzazione storica, esplorando le implicazioni teologiche e filosofiche che si nascondono dietro i vari demoni e le figure infernali. Questa dimensione aggiuntiva trasforma il semplice dizionario in un vero e proprio strumento di approfondimento culturale e storico. Il lettore non si trova più di fronte solo a una raccolta di definizioni, ma a un panorama intellettuale che invita alla riflessione sul significato che le entità infernali rivestono all'interno di un sistema di credenze più ampio, da quello religioso a quello esoterico.
Se nell’edizione originale il tono era più distante e quasi narrativo, con un’aria di riflessione quasi filosofica che non nascondeva una certa ironia nei confronti del soprannaturale, l’edizione di Piqué si fa più intensa, ma non meno rispettosa. Essa affonda le mani nel passato, ma con uno sguardo critico, attento a non celebrare i demoni come entità isolate, ma come simboli di lotte interiori, di paure e di conflitti che sono, in fin dei conti, universali. La cura con cui Piqué ha trattato ogni aspetto dell’opera di Plancy non si limita alla traduzione, ma si estende alla costruzione di un contesto che lega il testo al lettore moderno, in modo che la figura del demone non sia più solo un’entità mitologica, ma una chiave per comprendere le ombre dell’animo umano.
Il volume delle Edizioni Mediterranee si distingue inoltre per l'aggiunta di materiale inedito in italiano: incisioni tratte dalla rarissima edizione del 1863, un saggio introduttivo che contestualizza de Plancy nel panorama del romanticismo nero francese e una bibliografia aggiornata che include i più recenti studi sulla demonologia come fenomeno storico-antropologico. Le illustrazioni d'epoca—quelle stesse che influenzarono artisti come Baudelaire e Huysmans—vengono riprodotte con cura, restituendo tutta la potenza visiva di un'opera che voleva essere, oltre che un repertorio, uno strumento per evocare (e al tempo stesso esorcizzare) le paure dell'epoca.
Ciò che rende unico questo volume è la capacità di conservare l'ambiguità originaria: encyclopédie razionalista e grimorio occulto, satira degli eccessi clericali e manuale di devozione. Piqué non forza una lettura univoca, ma mostra come de Plancy abbia creato, quasi suo malgrado, un ponte tra l'Illuminismo e il simbolismo decadente. Le appendici includono curiosità come la corrispondenza dell'autore con esorcisti dell'epoca e un'analisi dell'influenza del Dizionario sulla letteratura gotica, da Maturin a Lovecraft.
In sostanza, questa edizione curata da Francesco Piqué è un raffinato lavoro di rivisitazione e modernizzazione che conferisce all’opera un valore aggiunto. Non solo il dizionario si fa più accessibile, ma diventa anche uno strumento più completo che invita a riflettere sul significato di ciò che un tempo veniva definito “inferno”. Se Il dizionario infernale di Collin de Plancy rimane un’opera fondamentale per chiunque voglia esplorare la demonologia, questa nuova edizione si propone come un'occasione imperdibile per comprendere meglio la continua trasformazione del male e delle sue molteplici incarnazioni.
Daniele Corsini

