The Witchcraft Magazine

Il fantasma di Giacomo Casanova


«Io sono morto mille volte e mille volte sono risorto.»

Questa frase, attribuita a Giacomo Casanova, sembra contenere l’essenza del suo mito: un uomo che non si è mai lasciato imprigionare dal tempo, dalle catene, né dalla morte stessa. Avventuriero, libertino, scrittore e alchimista, la sua figura è sospesa tra storia e leggenda, tra realtà documentata e suggestione, fino a sfumare nel fantasma che ancora oggi si aggirerebbe tra le calli di Venezia.

Nato nel 1725, Casanova fu molto più di un seduttore instancabile. Nei suoi viaggi per l’Europa collezionò incontri con filosofi, aristocratici e sovrani, ma anche con alchimisti e occultisti che ne alimentarono l’interesse per le arti esoteriche. I suoi studi di cabala e di alchimia erano tutt’altro che marginali: egli stesso si definiva «filosofo» e cercava nella scienza segreta una conoscenza superiore, capace di dominare materia e spirito. Non stupisce che intorno a lui si siano addensate voci di esperimenti misteriosi, evocazioni e pratiche proibite.

Il punto di svolta della sua leggenda avvenne a Venezia, quando venne rinchiuso nei Piombi, le temibili prigioni poste sotto il tetto di piombo del Palazzo Ducale. Quelle celle, torride d’estate e gelide d’inverno, erano considerate a prova di fuga. Ma Casanova non si arrese: nella notte del 31 ottobre 1756 mise in atto una rocambolesca evasione che ancora oggi sembra materia di romanzo e, non a caso, egli stesso riportò la vicenda nel suo libro “Storia della mia fuga dai Piombi”.

Attraversò soffitte e cunicoli, calandosi infine lungo il cuore stesso del palazzo del potere veneziano. Era la notte di Ognissanti, la soglia tra il mondo dei vivi e quello dei morti: forse per questo la sua fuga ha sempre avuto un’aura quasi soprannaturale.

Ed è proprio da quella notte che nascono le leggende sul suo spettro. 

Si dice, infatti, che il fantasma di Casanova non abbia mai smesso di percorrere le sale del Palazzo Ducale. Le guide raccontano che alcuni visitatori abbiano avvertito una presenza dietro di loro, un fruscio improvviso, il tocco lieve di un mantello. Qualcuno giura di aver visto, specchiata nei vetri, la figura elegante di un uomo con il tricorno calato sugli occhi e il sorriso beffardo sulle labbra.

Altri dicono che il suo spirito compaia sul Ponte dei Sospiri, il passaggio che collegava le prigioni alle sale del tribunale. Ma, a differenza delle anime disperate che vi lasciarono l’ultimo respiro, Casanova lì appare trionfante, quasi a voler ricordare al mondo che nessuna catena riuscì a imprigionarlo. Talvolta, nel silenzio della notte veneziana, si udirebbe persino un passo rapido, come se il fantasma stesse ancora fuggendo, per l’ennesima volta, verso la libertà. Rumori di passi seguiti da una risata.

C’è persino chi sostiene che la sua presenza non sia un’ombra malinconica, ma uno spirito che ama giocare con i visitatori. Documenti e testimonianze parlano di porte che si aprono da sole, di luci che tremolano improvvisamente, di risate lontane che echeggiano nei saloni del Palazzo Ducale. È come se Casanova, fedele al suo spirito ironico e libertino, continuasse a beffarsi dei potenti e a sedurre la città che, pur avendolo imprigionato, non riuscì mai a domarlo.

Così il mito si intreccia con la leggenda: Giacomo Casanova non è soltanto un personaggio storico, ma un fantasma che rivive ogni notte nelle calli di Venezia, un’anima inquieta che rifiuta ancora oggi la prigionia del tempo e della morte.

Italian Ghost Story

L’autore

Italian Ghost Story

Italian Ghost Story, di Amedeo Cerilli e Lidia Longo, è un progetto editoriale e turistico dedicato alla riscoperta delle storie di fantasmi legate al patrimonio culturale italiano. Attraverso libri, ghost tour e contenuti multimediali, valorizza leggende, apparizioni e misteri, intrecciando memoria storica e suggestione popolare. Dal 2021 ha dato vita a una collana di volumi sui fantasmi delle città italiane, contribuendo alla crescita del ghost tourism. Accolto con interesse da lettori, operatori culturali ed enti territoriali, custodisce queste narrazioni come parte viva dell’eredità folklorica e culturale italiana.
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