Il Matto, carta numero zero o talvolta ventidue dei Tarocchi, è una delle figure più affascinanti e enigmatiche dell’intero mazzo. La sua posizione fluttuante, che lo pone al di fuori dell’ordine numerico tradizionale, ne fa un simbolo universale di potenziale, libertà e caos creativo. La sua storia si intreccia con l’evoluzione stessa dei tarocchi, a partire dal loro uso come carte da gioco nel XV secolo fino al loro impiego in ambito esoterico e divinatorio nei secoli successivi.
Le prime rappresentazioni iconografiche del Matto nei Tarocchi viscontiani lo ritraggono come una figura quasi grottesca, un mendicante o un folle, vestito con abiti logori e accompagnato spesso da un bastone e da un animale, generalmente un cane. Questa immagine rifletteva la percezione medievale della follia come una condizione marginale, ma anche dotata di una strana saggezza. Nel Rinascimento, con l’influenza dell’ermetismo e delle correnti filosofiche neoplatoniche, il Matto iniziò a essere visto non solo come un vagabondo privo di meta, ma come un archetipo dell’anima umana in cerca di verità. Questa trasformazione è evidente nelle successive edizioni dei tarocchi, in particolare nei mazzi marsigliesi, dove il Matto appare più stilizzato e simbolico.
Il significato della carta varia a seconda del contesto in cui appare. Nella lettura divinatoria, il Matto rappresenta il nuovo inizio, l’avventura, la spontaneità, ma anche il rischio e l’imprudenza. È una carta che invita a seguire l’intuito, abbandonare le convenzioni e fidarsi del flusso della vita. Quando appare in posizione diritta, è spesso associato a una fase di esplorazione e crescita personale, mentre in posizione rovesciata può indicare disorientamento, mancanza di scopo o comportamenti avventati.
Il simbolismo della carta è ricco e stratificato. Il sacchetto che il Matto porta con sé rappresenta l’esperienza accumulata, le lezioni apprese che non sempre sono visibili o consapevoli. Il cane, talvolta raffigurato come un compagno fedele, può anche simboleggiare l’istinto o l’energia inconscia che ci guida, persino quando non ce ne accorgiamo. Il precipizio su cui cammina o si avvicina richiama l’idea del salto nel vuoto, un atto di fede che può portare a un rinnovamento o a una caduta. Alcune varianti della carta raffigurano anche il Matto con un fiore, simbolo di purezza e connessione con il divino.
Curiosamente, in alcune tradizioni esoteriche, il Matto è collegato al numero 22, considerato il numero della realizzazione totale. Questo legame numerico lo associa al completamento del viaggio spirituale attraverso gli Arcani Maggiori, suggerendo che il Matto non è solo l’inizio del percorso ma anche il suo culmine. È il viaggiatore eterno, che attraversa ogni stadio della crescita umana per tornare alla purezza originaria, arricchito dall’esperienza.
Tra le curiosità legate al Matto, vale la pena menzionare il suo ruolo nelle culture popolari. In molte opere letterarie e cinematografiche, il Matto è rappresentato come il trickster o il personaggio che, attraverso la sua apparente follia, svela verità nascoste. Questa funzione archetipica si riflette anche nei mazzi di Tarocchi moderni, come quelli di Rider-Waite e Thoth, dove la carta è stata reinterpretata con simbologie nuove e complesse. Nel mazzo Rider-Waite, ad esempio, il Matto è rappresentato come un giovane spensierato, vestito di colori vivaci, che cammina verso un precipizio con un fiore bianco in mano, incarnando l’innocenza e la potenzialità infinita. La carta del Matto continua a ispirare artisti, scrittori e praticanti dell’esoterismo, grazie alla sua capacità di parlare all’anima umana in termini universali. È un simbolo di ciò che è possibile quando si abbandonano le paure e ci si lascia guidare dalla curiosità e dalla fede. Sebbene il Matto possa sembrare vulnerabile o irrazionale, la sua forza sta proprio nell’essere aperto al cambiamento e al mistero della vita.
Tarocchi Visconti-Sforza (XV secolo)
Questa è una delle più antiche rappresentazioni del Matto. In questo mazzo rinascimentale italiano, il Matto è raffigurato come un mendicante o un "folle", vestito di abiti laceri, con una piuma nel cappello e un bastone. La carta trasmette il concetto medievale di follia, che però porta in sé un simbolismo spirituale profondo: colui che, libero dai vincoli materiali, può accedere a una saggezza nascosta.
Tarocchi di Marsiglia (XVII secolo)
Il Matto del mazzo marsigliese è una delle rappresentazioni più influenti. Viene mostrato come un vagabondo, con un bastone e un fagotto, mentre un cane gli morde l'abito. Questa versione mette in risalto il tema del viaggio e della vulnerabilità, ma anche della libertà. Il Marsiglia ha influenzato moltissimi mazzi successivi grazie alla sua semplicità simbolica e alla forte carica archetipica.
Tarocchi Rider-Waite (1909)
Il mazzo Rider-Waite, illustrato da Pamela Colman Smith e ideato da Arthur Edward Waite, è uno dei più celebri e utilizzati in tutto il mondo. La carta del Matto raffigura un giovane con un abito ricco di dettagli simbolici, che cammina verso un precipizio con il volto rivolto al cielo. Tiene un fiore bianco in mano, simbolo di purezza, e un piccolo cane lo accompagna, rappresentando l’istinto o la protezione. Questa versione del Matto è considerata una delle più poetiche e ispiratrici, rendendola un'icona nell’arte dei tarocchi.
Tarocchi di Thoth (1943)
Disegnato da Lady Frieda Harris sotto la direzione di Aleister Crowley, il Matto del mazzo di Thoth è una delle carte più ricche di simbolismo esoterico. Presenta un’immagine complessa, in cui appaiono elementi alchemici, astrologici e cabalistici. La carta è una celebrazione della follia divina, dell'energia creativa primordiale che dà origine al mondo.
Tarocchi del Mantegna (XV secolo)
Anche se tecnicamente non un mazzo di tarocchi ma piuttosto un mazzo di carte educative rinascimentali, il Mantegna include una figura simile al Matto, chiamata "Misero." Qui viene rappresentata come un uomo povero, enfatizzando il distacco dalle ricchezze materiali e il potenziale per un’esistenza spirituale.
Tarocchi Moderni e Artistici
Molti mazzi contemporanei hanno rivisitato il Matto con interpretazioni visivamente straordinarie:
- "The Wild Unknown Tarot": Il Matto è rappresentato da un pulcino che spicca il volo, evocando l'idea di un salto nel vuoto con innocenza e coraggio.
- "The Tarot of the Divine": Basato su miti e leggende di tutto il mondo, questo mazzo raffigura il Matto con tratti legati alla cultura del folklore globale.
- "The Deviant Moon Tarot": Con uno stile surreale e gotico, il Matto in questo mazzo è raffigurato come una figura onirica che esplora un paesaggio lunare, enfatizzando il mistero e l’ignoto.
Carte Esoteriche Rare
Esistono mazzi esoterici come quelli di Oswald Wirth e di Paul Foster Case, in cui il Matto è stato reinterpretato con simbolismi legati alla Cabala e all'Alchimia. Queste carte sono apprezzate soprattutto da studiosi e praticanti di occultismo.
Pubblicato su "Il numero Zero" della rivista esoterica The Witchcraft
Bibliografia
- Berti, G., & Vitali, A. (1996). Tarocchi: Storia e significato delle carte più misteriose del mondo. Mondadori.
- Waite, A. E. (1910). The Pictorial Key to the Tarot. Rider and Company.
- Nichols, S. (1980). Jung and Tarot: An Archetypal Journey. Weiser Books.
- Huson, P. (2004). Mystical Origins of the Tarot: From Ancient Roots to Modern Usage. Inner Traditions.
- Pollack, R. (1980). Seventy-Eight Degrees of Wisdom: A Book of Tarot. HarperOne.

