The Witchcraft Magazine

La Soglia di Samhain: il Velo Sottile e i Volti dell'Archetipo Oscuro

La notte di Samhain non chiede il conforto delle certezze, ma la resa al mistero. È l'istante esatto in cui l'estate spira e la terra trattiene il fiato, il momento in cui il velo tra i mondi si fa così sottile da lasciar trasparire le ombre del Limite. A presiedere questo passaggio non c'è il vuoto, ma la figura immortale della Custode della Soglia — un archetipo antico quanto l'umanità, che i popoli hanno plasmato con volti, generi e nomi differenti per dare un senso alla metamorfosi e alla fine.

Nelle brughiere d'Irlanda, questo limite profuma di ferro e nebbia, dove la Morrigan spiega le sue ali di corvo sulle terre di battaglia. La sua presenza è un presagio di trasformazione brutale: la dea celtica non si limita ad accompagnare i caduti, ma incarna la sovranità spietata di una terra che richiede il sangue del vecchio anno per poter poi risorgere.

Spostandosi più a sud, dove le strade si incrociano nella semioscurità della Grecia antica, la stessa ombra si veste delle fiaccole di Hecate. Regina dei crocicchi e dei passaggi invisibili, Hecate guida le anime perdute con la luce tremula della sua torcia, offrendo saggezza a chi sa guardare oltre la superficie del mondo, scortata dall'ululato profondo dei cani nella notte.

Oltre i mari del nord, la soglia si fa di ghiaccio e silenzio negli abissi di Niflheim, dove siede Hel. La signora norrena dei morti mostra la natura nella sua dualità più cruda e priva di orpelli: un volto per metà di donna e per metà di spoglia mortale in decomposizione. Hel custodisce chi si spegne nella quiete della vecchiaia, insegnando la rigida, gelida necessità della resa.

Quella stessa immobilizzazione invernale risuona nelle distese slave sotto la falce di Morena, la dea che ammanta la terra di neve e paralizza i fiumi. La sua morte apparente è la conditio sine qua non per il risveglio primaverile, un promemoria di come il freddo sia solo il respiro profondo della vita che si riposa.

In queste tessere di volti femminili, l'archetipo ctonio trova forma anche in un principio maschile con il dio slavo Veles. Signore del sottosuolo, della magia e dei pascoli dell'Oltretomba, Veles abita le radici dell'Albero del Mondo. È il guardiano che protegge il seme della vita nascosto nel grembo della terra durante il lungo inverno, legando la morte non alla fine, ma alla ricchezza del rigenerarsi.

Guerriera, tessitrice di sogni, regina dei ghiacci o signore delle radici, tutte queste manifestazioni condividono la medesima essenza. Quando il velo di Samhain si assottiglia, non ci invitano a temere l'oscurità, ma ad accoglierla come il grembo segreto entro cui ogni ciclo finisce per poter di nuovo cominciare.

Luciana Annunziata

Fonti Mitologiche, Storiche e Antropologiche

Mitologia Celtica e Samhain:

Giulio Cesare, De Bello Gallico (Libro VI): Documenta la suddivisione del tempo celtico basata sulle notti e sul ciclo lunare, segnando l'inizio dell'anno nella stagione buia.  Ciclo dell'Ulster e Ciclo Mitologico Irlandese (es. Cath Maige Tuired - La Battaglia di Mag Tuired): Testi in cui Samhain è descritto esplicitamente come il momento in cui i Sidhe (i tumuli/mondo degli spiriti) si aprono e la dea The Morrigan si unisce al dio Dagda prima della battaglia.

 L'Archetipo della Dea della Soglia e del Sottosuolo:

Ecate (Grecia): Inni Omerici (in particolare Inno a Demetra, dove Ecate assiste alla discesa di Persefone con le torce) e le descrizioni di Esiodo nella Teogonia come sovrana dei crocicchi, della magia e del passaggio tra i mondi.

Hel (Norrena): Edda in prosa (Gylfaginning) di Snorri Sturluson, dove Hel viene descritta come figlia di Loki, regina del Niflheim, metà viva e metà decomposta, custode di chi muore di malattia o vecchiaia.

Morena / Marzanna (Slava): Documentata nel folclore slavo (es. le cronache medievali di Jan Długosz), legata ai riti stagionali dell'inverno, della morte e della successiva rinascita primaverile.

 Veles (Slavo): Fonti storiche come la Cronaca degli Anni Passati (Povest' vremennych let), dove Veles/Volos è identificato come il dio ctonio del sottosuolo, della natura, del bestiame e del regno dei morti (Vyraj), in eterna contrapposizione al dio del cielo Perun.

Antropologia Comparata e Storia delle Religioni:

Sir James George Frazer, Il ramo d'oro (The Golden Bough): Per l'analisi comparativa dei miti di morte e rinascita della vegetazione, la ciclicità delle stagioni e la natura rituale dei fuochi di fine anno.

Mircea Eliade, Il mito dell'eterno ritorno e Trattato di storia delle religioni: Per la concezione del "tempo sacro" suspended, della soglia e dell'archetipo della Grande Madre nei suoi aspetti ctonii e rigenerativi.

Luciana Annunziata

L’autore

Luciana Annunziata

Occultista praticante ed esperta di stregoneria antica, ha consacrato il proprio cammino personale al culto di Ecate e alla Via della Mano Sinistra. La sua ricerca si concentra prevalentemente sull'approccio necromantico, affrontato attraverso uno studio costante e un'intensa pratica esperienziale.
Al centro del suo lavoro spirituale vi è l'esplorazione degli archetipi delle divinità Trine e del concetto di "soglia": un punto di rottura interiore necessario per discendere nelle profondità dell'io e riemergere con rinnovata consapevolezza e discernimento. Sustentata da anni di esperienza, sostiene la visione della strega solitaria come figura autenticamente libera, capace di offrire un aiuto concreto agli altri muovendosi all'interno di un percorso dinamico, imperfetto ma profondamente vivo e pulsante.
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