Fermati un minuto e raccontami:
ti sei mai sentito solo senza esserlo davvero?
Ti sei mai sentito abbandonato senza esserlo mai stato?
Viaggiamo lungo la vita diretti da reazioni nate per un dolore incontrato e sviluppato nella nostra infanzia perchè proprio in quella fascia di tempo conosciamo le ferite emozionali.
Sicuramente le conosci bene:
Rifiuto
Abbandono
Umiliazione
Tradimento
Ingiustizia
E forse quello che non sai è che per proteggerti da quel dolore già vissuto, andrai incontro alla vita con delle maschere di protezione che ti serviranno a nascondere alcuni aspetti di te.
Per ogni ferita c'è una maschera associata.
Con la ferita del rifiuto si sviluppa la maschera del fuggitivo.
Con la ferita dell'abbandono porterai quella del dipendente emozionale.
Con la ferita dell'umiliazione indosserai la maschera del masochista mentre con quella del tradimento non puoi sfuggire al bisogno di controllo, infatti la maschera si chiama controllore.
Se invece colleghi tutto all'ingiustizia porterai addosso la maschera del rigido.
La cosa pazzesca è che ogni maschera dirige dei tratti comportamentali ma anche delle dinamiche fisiche come problemi di salute correlati, posture e molto altro.
La maggior parte delle persone pensa di essere incastrata tra rifiuto ed abbandono ma dopo accurata analisi si percepisce come invece le % maggiori ci parlino di ferita da umiliazione e tradimento.
Comprendere il viaggio animico attraverso le ferite è il primo passo per guarirle e liberarci da tutto ciò che condiziona la nostra vita anche perchè altrimenti ci approcceremo alla vita in modo non autentico, non per cattiveria ma per protezione, e questo comporterà l'attrazione di persone che vibreranno come la nostra maschera e non come la nostra autenticità.
E così, con una ferita non correttamente elaborata, compresa e guarita andremo a cercare amore nel posto sbagliato, amicizia dove invece questo sentimento non c'è.
Ci sono dolori che impariamo a nascondere fin da piccoli, ma che continuano a guidare le nostre scelte, i legami, perfino il modo in cui ci percepiamo. Le 5 ferite dell’anima agiscono in profondità, spesso senza che ce ne rendiamo conto. Riconoscerle può cambiare il modo in cui viviamo con gli altri, ma soprattutto con noi stessi.
Le ferite animiche sono schemi interiori profondi che si formano nei primi anni di vita, quasi sempre nell’infanzia. Nascono come risposta a un dolore: una mancanza affettiva, un rifiuto, un’ingiustizia, una sensazione di non essere amati o accolti per quello che siamo. Non servono grandi traumi o eventi eclatanti. A volte è sufficiente uno sguardo che non arriva, una frase detta senza pensarci, un gesto ripetuto nel tempo. Da bambini, senza gli strumenti per comprendere e dare un senso, ci proteggiamo come possiamo. E in quella protezione, cominciamo a costruire una maschera.
Guarire non significa dimenticare o perdonare ciò che è stato. Le ferite dell’anima non svaniscono, ma possiamo evitare di lasciarci governare da loro. È fondamentale imparare a riconoscere quei meccanismi, accogliendoli, e scegliendo, giorno dopo giorno, di non lasciarsi più dirigere da essi.
Guarire significa distinguere ciò che ci appartiene da ciò che ci è stato tramandato. È smettere di reagire sempre allo stesso modo, come se fossimo ancora bambini in difesa. È imparare a stare in una relazione senza annullarsi, a dire “no” senza sentirsi in colpa, a mostrarsi fragili senza paura di essere rifiutati.
Se ti senti spesso inadeguato, respinto o sotto giudizio e non sai spiegarti il perché allora è tempo di elaborare le ferite per portarle a guarigione attraverso il sistema che ritieni migliore per te.
Sarà sorprendente vedere come magari hai sempre creduto di trovarti nella ferita del rifiuto ed invece ti scoprirai in quella del tradimento!
Ed io sono curiosa, me lo farai sapere?
Chiara Manzoni

