Col termine “tempeste magiche” nell’ambito delle scienze occulte, si può intendere il suscitare bufere materiali, con pioggia, grandine, tuoni e lampi, oppure una marea di guai, grane, contrarietà nella vita di un individuo, un ceppo famigliare o un paese. Il cartomante la individua tramite le carte della Torre, quando viene estratta.
In Liguria sono note le streghe tempestare chiamate bàzure o bagiue. Nei pressi di Savona, si dice che le “streghe marinare” riescano a scatenare le tempeste; possono inoltre rovinare il pane nei mulini ed il vino nelle botti, rapire i neonati e succhiarne il sangue.
Troviamo a Deiva una lastra di pietra, situata vicino ad una chiesetta di origini longobarde, dove sono state impresse le impronte delle streghe che li celebravano il sabba. Nelle vicinanze c’era un luogo dove facevano il bagno, rigagnolo detto Fossa delle Strie.
Tra Borghetto Pignone e Cassana si trovano due cavità rocciose naturali dette Bocca delle Streghe in quanto la tradizione vuole che l’aria fredda che vi esca sia l’alito della strega che vi abitava in passato. Simile è anche la Tana delle Streghe dove queste filavano la lana rubata ai contadini del luogo.
In una grotta a strapiombo sul mare a Monterosso si dice viveva una potentissima bàzura che strangolava chiunque si avvicinasse e provocava tempeste. Sempre parlando di grotte troviamo il Ciottu da Stria nella zona di Ventimiglia e la Tana delle Bazure di Agaggio.
A Parodi si diceva che le streghe celebrassero il sabba nei casotti per seccare le castagne, infatti nessuno vi si avvicinava dopo il tramonto. A Podenzana addirittura le streghe edificarono una chiesa nell’anno Mille, secondo la leggenda popolare. Le donne di Cicagna, in Val Fontanabuona, si dice fossero tutte streghe, cosa confermata da alcune fonti del tardo XVII secolo e dimostrerebbe l’esistenza di una vera e propria setta.
Tra Levanto e Baracca, in frazione Castagnola, le streghe celebravano un sabba illuminato da grandi torce. Inoltre si dice che un abilissimo contadino suonatore di fisarmonica, avesse ricevuto in dono dalle streghe la capacità di spostarsi velocemente da un luogo all’altro, questo come ringraziamento per aver suonato al loro sabba. A Campore nel Mulino delle Strie queste macinavano il grano e dall’antro vicino al fiume Pagiaissa si possono sentire le voci delle streghe la notte.
Ad Aquila di Arroscia le streghe si riunivano per giocare con una palla di pietra detta palla di Rolando, e qui sta l’intersezione con la leggenda dei Massi di Orlando, dove il mito cavalleresco epico vuole che Orlando, o Rolando, avesse colpito la roccia, provocandone spaccature, con la sua Durlindana nel tentativo di distruggerla
Ma certamente tutti hanno sentito parlare del Processo alle streghe di Triora, un procedimento giudiziario svoltosi nell'omonima località ligure tra il 1587 e il 1589 in cui alcune donne vennero accusate di essere le streghe artefici delle pestilenze e della carestia, oltre che di cannibalismo verso bambini. Fu il più grande processo per stregoneria della fine del XVI secolo, così feroce da far soprannominare il paese la Salem Italiana.
Il sacerdote chiese ai parrocchiani di denunciare le streghe. Vennero così arrestate venti donne che, a causa delle denunce estorte con torture, divennero presto trenta. Tra di loro tredici donne, quattro ragazze e un fanciullo si dichiararono rei confessi. Alcune case private furono trasformate in carceri, la più famosa delle quali fu casa del Meggio, oggi nominata Ca' de baggiure (Casa delle streghe). In pochissimo tempo avvennero le prime morti: Isotta Stella, una sessantenne di nobile famiglia, morì per le torture subite, un'altra donna invece si gettò dalla finestra. Susseguirono indagini di altri inquisitori, tra cui il commissario Giulio Scribani che inasprì il clima di terrore trasferendo le donne incarcerate a Genova e facendo di tutto per trovare altre nuove streghe.
Tra i luoghi frequentati dalle "bagiue" ovvero le streghe, famoso è Lagodégnu, fuori delle mura, memorabile ritrovo di streghe: "una remota e orrida località" dove si trova un piccolo lago formato dalla cascata del rio Grugnarolo che s'immette nel torrente Argentina. Poi Ciàn der préve, zona erbosa prospiciente il ponte medievale di Mauta. Altro luogo interessante è il pubblico lavatoio della Noce e la fontana di Campomavùe. Il Noce è indicato come l'albero prediletto delle streghe.
Nel capitolo XLIII nel Libro I “De Occulta Philosophia” di Enrico Cornelio Agrippa (Heinrich Cornelius Agrippa di Nettesheim – Colonia 14 settembre 1486 – Grenoble, 18 febbraio 1535 - alchimista, astrologo, esoterista e filosofo) scrive che bruciando il fegato di “camaleonte” sui tetti di una casa, si eccitano i tuoni e le piogge, mentre bruciando la sua “testa” si dissipano gli uragani.
Si disegni una Stella a otto punte (vedi figura) con sangue di pipistrello su pergamena vergine, dice la Chiave di Salomone. Si tenga il pentacolo coperto all'interno del Circolo, sino a quando non servirà. Quando verrà portato alla luce, causerà grandine e tempesta, per opera dei demoni che controllano tali fenomeni. All’interno del cerchio è scritto, dal Salmo CV, 32, 33: “Mutò in grandine le loro piogge: piovve sulla loro terra un fuoco divoratore. E percosse le loro viti e le loro piante di fico”.
I fulmini neri, tempeste magnetiche negative, pugnalate astrali, ecc. fanno parte del gergo degli occultisti per indicare attacchi magici contro gli avversari o per scopi punitivi. Si tratta di aggressioni ben poco da sottovalutare, solitamente si ricorre a buoni talismani e scudi difensivi, e anche un certo arsenale di oggetti che svolgono la mansione di “parafulmine” oppure tali difese si comportano come gabbie di Faraday.
Nelle mie esperienze astrali personali, non molto dissimili a quelle di altri, i cicloni, tsunami, le trombe d’aria portano grane e disagi, nella vita personale e quando sono di proporzioni gigantesche agiscono anche a livello collettivo. Ci fu un periodo che erano ricorrenti nei miei sogni e una volta presa la lucidità onirica, mi incazzati e reagii scagliando un pentagramma di luce con incantesimi di potenza contro un grosso e oscuro turbine. L’Elemento Terra rappresentato dal pentacolo attenua e domina l’Elemento Aria. Semplice base di occultismo. Gli spiriti aerei si placano di fronte all’Elemento contrapposto.
Tra i miei talenti psichici radunare le nuvole e suscitare le piogge, posso dire di avere successo pieno 7 volte su 10, anche perché non sopporto il caldo afoso dell’estate qui nelle nostre zone.
Nel libro di Abramelin il Mago troviamo parole per scatenare le piogge, come ad esempio SAGRIR – SAGRIR oppure per produrre il tuono HAMAG – ABALA – MAHAM – ALABA – GAMAH. Tuttavia per compiere prodigi il libro stesso anticipa che occorre dapprima Invocare ed Evocare l’Angelo ossia risvegliare il potere in sé manifestandolo come Angelo Maestro e Dominatore delle varie oggettivazioni dei demoni o delle forze criptate.
A cura di Battista Pasquale, metafisico ed occultista.

