The Witchcraft Magazine

VII - Il Carro

Pierluca Zizzi Pierluca Zizzi

Mi piace pensare che ogni carta dei tarocchi abbia un’origine storica, un racconto legato al suo significato o un aneddoto che ne costituisca l’essenza, quella del Carro inizia il 1° ottobre del 331 A.c.

Due eserciti si affrontano sulla piana di Gaugamela, nell’attuale Siria. Le forze persiane sono quasi doppie rispetto a quelle macedoni, spinte dalla fiducia di vincere e dal fatto che le falangi greche sembrano troppo distanti le une dalle altre attaccano con le loro armi più temibili, i carri da guerra e con essi provano a sfondare le fila degli improvvidi opliti. Una buona parte della cavalleria greca si stacca sulla destra del proprio schieramento e viene intercettata dalla più debole cavalleria persiana, sulla sinistra i greci stanno resistendo ma subiscono gravi perdite. All’improvviso i carri pesanti si bloccano e la fanteria persiana sembra perdere la forza e la spavalderia, i cavalieri greci si disimpegnano e formano una gigantesca freccia fatta dai loro migliori soldati, alla punta di questa formazione c’è il loro re, si chiama Alessandro e verrà ricordato nella storia per aver scelto il momento perfetto per spezzare le formazioni nemiche e in enorme inferiorità numerica puntare al centro dell’armata avversaria e romperla. I persiani vacillano e i loro generali crollano e scappano, con essi fugge il re-sacerdote che li comanda, Dario III.

Alessandro diventerà il nuovo imperatore di Persia, il miglior generale del mondo antico e un simbolo di genio, audacia, potere e folle lucidità.

Sì, avete letto bene, i carri pesanti hanno perso e la cavalleria, più leggera e manovrabile, ha vinto, sbaragliando ogni previsione e causando tali e tante perdite da far abbandonare quasi per sempre l’uso dei carri falcati a favore dell’affidabilità e della manovrabilità di cavalli e cavalieri elitari e ben addestrati.

La nostra storia assegna ai carri alcuni dei significati negativi della carta il Carro, agli Scudi d’Argento di Alessandro Magno quelli positivi tipici dell’arcano maggiore in oggetto di questo articolo.

Il fatto storico ci ricorda alcuni dei principi fondamentali degli Arcani maggiori da I al IX, essi sono più fisici, corporei, tangibili e parlano alla materia prima che all’anima, almeno nelle conseguenze immediate che essi hanno sull’insieme della sequenza del libro dei Tarocchi. Il Carro ci riconduce al corpo, del suo uso nella relazione con il mondo fisico, a come utilizziamo la materia per capire prima se stessa e poi le energie che la creano.

Il veicolo è condotto da due cavalli e il generale che li guida non ha redini dunque non ha bisogno di grandi sforzi per determinare la direzione della parte istintiva della sua vita, anche le ruote del veicolo, nella versione di Marsiglia, vanno in direzioni diverse, eppure il conduttore domina il carro con maestria, lo conduce nella battaglia della vita, sa cosa vuole ottenere e come. Probabilmente egli unisce sforzi “verticali”, spirito e materia, con quelli “orizzontali” dunque la destra e la sinistra, l’est e l’ovest ovvero maschile e femminile e l’esplorazione dei mondi fisici.

Significati tarologici

Il Carro incarna l’idea del trionfo ottenuto mediante volontà, equilibrio interiore e controllo delle forze contrapposte. Questa carta promette una fase di vittoria personale, realizzazione e superamento di ostacoli grazie alla determinazione, all’autodisciplina e a un focus saldo sugli obiettivi.

In una lettura sulle relazioni Il Carro significa trovare la forza di conquistare le emozioni, guidare con chiarezza il rapporto o affrontare insieme le difficoltà con determinazione e comunicazione efficace. Dal punto di vista professionale o finanziario, è segno di ambizione, capacità di vincere le sfide, intraprendenza nel lavoro o nella carriera, e progresso concreto verso una stabilità economica voluta. Infine, in termini di salute e benessere personale, Il Carro sprona a intraprendere cambiamenti, adottare routine e abitudini salutari con energia, consapevolezza e volontà di autoguarigione.

L’arcano comunica un momento di controllo di sé, di potere personale e di avanzamento intenzionale: è il simbolo del leader interiore che sa guidare la propria vita con la forza dell’azione e la chiarezza mentale.

Il rovescio de Il Carro, o la sua comparsa in posizione “difficoltosa”, evidenzia i risvolti negativi di una forza mal orientata o eccessiva. Qui si manifesta iperattività sterile, dispendio energetico, perdita di controllo e una tendenza alla frustrazione. L’atto stesso di muoversi può diventare fuga, dispersione e perdita di direzione: si agisce senza riflettere, senza obiettivi chiari, rincorrendo l’azione fine a sé stessa.

Nel contesto amoroso, il Carro capovolto può indicare lotta per il controllo, testardaggine, gelosia o mancanza di equilibrio nel rapporto: sentimenti di frustrazione e conflitto emergono quando uno o entrambi i partner non riescono a "cedere la rotta". In ambito pratico, la carta invertita avverte di decisioni affrettate, eccessiva ambizione o imprudenza, opportunismo e possibili fallimenti o blocchi nel percorso, specialmente se si intraprende un progetto senza il giusto discernimento.

A livello generale, Il Carro rovesciato sottolinea la necessità di rallentare, ricalibrare le intenzioni e riprendere la riflessione strategica prima di agire. In caso contrario si incorre in stress, tensioni e dispersione di energie. In ambito energetico o di salute, l’azione senza controllo può portare a bruciarsi, a infortuni o a non ottenere risultati concreti.

Significati evolutivi e spirituali

Questa splendida carta ci ricorda di dover armonizzare conflitti interni e opposti, come mente e cuore, dovere e piacere, obblighi assegnati dalla vita e scelte di cui necessita l’anima. Il dialogo tra pensiero, materia e spirito è alla base dell'energia fornita dalla carta, essa ci invita a domande esistenziali sulla direzione della nostra vita e chi ci accompagna davvero nei percorsi e nelle lotte lungo le vie del mondo.

In sintesi il Carro mette in guardia da un’azione ego-centrata, avventata o mal indirizzata: è un avvertimento a non farsi dominare dal proprio impulso, restituendo importanza alla saggezza, alla pianificazione e al saper modulare la propria volontà.

Simboli esoterici e numerologia

Ricordiamo ai lettori che la numerologia è importante per ogni carta dei tarocchi e che quella di questa carta è legata al numero VII. Tale numero simboleggia la perfezione spirituale, l’introspezione e il mistero. Presente in molte tradizioni esoteriche, rappresenta l’unione tra il divino (3) e il terreno (4), rivelando verità nascoste. È legato alla conoscenza interiore, ai cicli cosmici e alla ricerca dell’illuminazione attraverso l’equilibrio tra mente e spirito.

In alcune versione della carta vi sono colori contrapposti tra le sue parti (cavallo nero e bianco, uno scudo metà scuro e metà chiaro etc.), ulteriore indicazione che chi domina il carro conosce le leggi cosmiche del maschile e del femminile, dell’emissivo e del ricettivo, della vita e della morte, tutte vie misteriche che conducono al potere e all’uso che solo i veri iniziati possono esercitare con grande saggezza.

Pierluca Zizzi

L’autore

Pierluca Zizzi

Pierluca Zizzi (Torino, 1970) è game designer, scrittore e divulgatore. Dopo una laurea in architettura e un decennio di professione, ha scelto di dedicarsi alla creatività, pubblicando oltre trenta giochi da tavolo e otto libri di spiritualità, alcuni diventati best seller. È autore di mazzi di tarocchi di grande successo internazionale e tiene corsi e conferenze su simbolismo, tecniche energetiche ed evoluzione interiore, portando avanti ricerche sincretiche indipendenti senza legami con associazioni esoteriche.
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