Con profonda emozione inizio a scrivere queste prime righe di questo mio primo articolo su questa meravigliosa rivista che io stessa amo e leggo, uno spazio che sento già come casa della mia anima. Mi chiamo Dejana sono emozionata e nello stesso tempo intimorita, perché parlare di energie e di questo mio mondo significa toccare qualcosa di profondamente personale ma allo stesso tempo universale. Fin da bambina sono sempre stata consapevole del fatto che esisteva un mondo al di la di quello che vedevamo. Questa mia sensibilità cosi viva, cosi chiara e sviluppata non nasce dal nulla, ha radici ben chiare, profonde e antiche cosi come quelle della mia terra, la Macedonia, delle mani e delle parole sagge di mia nonna. La Macedonia, con le sue montagne antiche, i fiumi che raccontano storie millenarie e i villaggi dove il tempo sembra scorrere in modo diverso, mi ha insegnato che la Terra stessa è viva e pulsante di energia. Camminare sui suoi sentieri, immergere le mani nella terra fertile dei campi di mia nonna sono state le mie prime vere lezioni di connessioni. Ancora oggi quei lughi mi radicano, ricaricano e riequilibrano riportandomi al mio centro. Mia nonna, colei che ho avuto l’onore di avere come prima maestra in questa vita, custode di una stirpe di guaritrici della quale sono onorata e orgogliosa di far parte con i suoi riti semplici, le preghiere sussurrate, i rimedi a base di erbe raccolte secondo la luna mi ha trasmesso il rispetto profondo per tutto ciò che ci circonda, che sia visibile o invisibile. Grazie a lei e alla mia eredità ho capito fin dall’inizio che le energie vanno rispettate, onorate non dominate né sfruttate.
Proprio perché vengo da una stirpe di guaritrice, ho imparato che su questo sentiero spirituale non ci si sente mai arrivate. Lo studio continuo, la ricerca costante e l’umiltà di non smetter mai di imparare sono essenziali. Libri, racconti, tradizioni antiche, esperienze, confronti con altre persone tutto serve. Fermarsi significa tradire la nostra missione, il nostro dono.
Aiutare chi ne ha bisogno non è un piacere occasionale, ma un dovere sacro che porta con sé pero una grande responsabilità. Ogni persona che si affida a noi per un sostegno energetico, per una guida, per una guarigione, una pulizia ci chiama a essere strumenti puliti e preparati. Proprio per questo lo studio, la sperimentazione, l’evoluzione ma soprattutto la purificazione è fondamentale. Questo cammino è infinito ed è bello anche per questo. Ogni volta che scopro o imparo qualcosa di nuovo rimango stupita come una bambina davanti ai palloncini.
Il rispetto delle energie è una pratica concreta che cambia la qualità della nostra vita. Il rispetto verso la nostra energia personale è sacro, il nostro corpo è un tempio, il nostro campo energetico è sacro. Imparare dire di No, a riposare, nutrirci con consapevolezza non è egoismo è igiene energetica. Prima arriviamo noi. Bisogna avere anche rispetto per le energie degli altri, ogni persona ha il suo campo, la vera empatia mantiene confini luminosi e aiuta l’altro a ritrovarsi e ritrovare la propria forza, non possiamo essere noi a lavorare al posto loro. Poi ci sono le energie della terra e degli ambienti, spesso dimentichiamo che ogni luogo ha la sua memoria, la mia terra mi ha insegnato che pulire energeticamente uno spazio e onorare la natura è un atto di responsabilità verso la grande madre. Poi ancora ci sono le energie sottili quelli che percepisci con cui lavoriamo come le preghiere, rituali, cristali o le carte stesse che sono degli strumenti potenti che richiedono innanzitutto rispetto, preparazione, umiltà.
Viviamo in un’epoca di grandissima attivazione energetica, il mio codice, gli insegnamenti degli antenati e la consapevolezza del dovere che porto come figlia mi ricordano ogni giorno che dobbiamo navigare queste bellissime ma non facili correnti con consapevolezza, disciplina ma soprattutto con il cuore aperto, affidandoci all’intuito, imparando ad ascoltare la nostra anima, altrimenti rischiamo di sentirci travolti invece che elevati. Il rispetto per le energie ci riporta a uno stato di sacralità quotidiana, trasformando la routine in rituale, le relazioni in scambi consapevoli, il corpo in tempio.
Il mio augurio è che questo cammino ci trovi sempre più presenti e umili. Che impariamo a muoverci nel mondo come custodi grati e attenti, che ogni mattina ringraziamo le energie che ci sostengono, la madre terra che ci radica, gli antenati che ci guidano, impegnandoci a servire con dedizione e rispetto.
Buon cammino
Dejana Dimova

