Sono ormai più di vent’anni che mi occupo di simboli e ricerco le loro funzioni provando ad applicarle alla mia vita e consigliando l’uso pratico ai miei lettori. L’obiettivo è quello di donare uno strumento di grande potere a chiunque voglia avvicinarsi alla simbologia e al suo uso fattuale.
Succede a tutti i ricercatori e ai viaggiatori della coscienza di avere dei dubbi, ovviamente è successo anche a me più volte, insegno che i dilemmi sono il segno di una ricerca onesta e dunque mi ero fermato per elaborare risposte a domande come queste: Posso unire due o più simboli? La loro energia sarà efficace? Creerò delle chimere che illuderanno me e chi mi legge?
Uno sguardo alla tradizione e alla storia mi aveva aiutato moltissimo. Prima di tutto urge una constatazione semplice e utilissima per quanto banale, i simboli della Geometria Sacra rappresentano concetti universali ma non sono eterni, li divulga la storia, la cultura dei popoli, pur rimanendo vero il fatto che le loro energie sono universali.
Ancor di più si può dire dei simboli esoterici o delle tante tradizioni religiose e spirituali. Genericamente qualcuno trasforma simboli primordiali in altri disegni, oppure unisce due geometrie e ne cambia colori, funzioni o significati.
Si perdoni la banalizzazione ma, in definitiva, qualcuno crea o ridisegna nuovi simboli, gli usi possono essere diversi ma la realtà è che ci sono stati e sempre ci saranno “autori di simboli”.
I lettori devono escludere da questa constatazione le figure della geometria piana o solida generate dalla natura (ad es il quadrato, il triangolo, la sfera, l’ottaedro eccetera) su queste forme si è giocata buona parte delle considerazioni e insegnamenti dalla Cina all’Egitto fino a giungere ai Greci e noi contemporanei. Per le altre simbologie ho sempre immaginato uno o più ricercatori che tentano di percepire o disegnare simboli che rappresentino nuove funzioni, mostrino insegnamenti e apportino qualcosa di nuovo alla loro epoca.
Tra questi potrebbero esserci l’Ohm buddista, il Tau cristiano, l'antahkarana tibetano, l’Ankh egizio e tantissimi altri.
Ebbene in un eccesso di fiducia delle mie capacità ho pensato che anch’io avrei dovuto provare a variare simboli antichi o addirittura a crearne di nuovi. I ricercatori sono fatti così, un po’ presuntuosetti, egoici e molto curiosi, io non faccio eccezione, chi mi conosce probabilmente lo capisce subito.
In tale processo il rispetto dei significati originali e la speranza di non auto illudersi deve essere un caposaldo. Un altro pilastro è la mancanza di speculazione personale o di utilizzo a fini egoistici, in tal senso credo di non aver mai lasciato questo buon sentiero.
I risultati ci sono stati, aiutato dall’aver trovato che in tutte le tradizioni qualcuno prima di me aveva unito “semplici” simboli geometrici con rappresentazioni di energie, ad esempio i quattro elementi fusi con segni religiosi o spirituali come la croce.
Queste esperienze sono state per me incredibilmente formative, esse furono un viaggio dentro i simboli e le loro funzioni complesse, una discesa, a volte un volo, verso energie nuove, oscure e luminose, sfidanti delle mie certezze e salde conferme di quel poco che avevo capito. In tal senso ho scritto in vari miei libri che i lettori non dovrebbero aver paura di sperimentare e di giocare a fondere o a tracciare sperimentalmente nuove forme.
Non condivido gli allarmi di quella che chiamo la vecchia guardia dell’esoterismo, taluni dicono che simboli improvvisati possono essere pericolosi, io rispondo che qualsiasi forma o idea in una mente piccola può essere pericolosa, ancor più letale se generata da un’anima impaurita.
Polemiche a parte i risultati ci sono e le tecniche per ottenerli possono essere facili da applicare. Come? Carta e matita e giocare come fanno i bambini. Oppure stampate simboli “classici”, ritagliateli e incollateli l’uno sull’altro. Altra modalità molto utile è quella di chiudere gli occhi e meditare, sognare, immaginare e lasciarsi guidare dalla propria intuizione.
C’è una parte creativa in tutti noi che sa dove andare e non ha timori di sorta, usatela vi prego, partirete per lidi forse lontani ma in quelle terre raccoglierete frutti squisiti.
Uno di questi viaggi mi ha condotto a creare il simbolo che vedete in queste pagine, userò quell’esperienza per raccontare, molto brevemente, tale percorso.
Volevo dare forma ad un simbolo che unisse l’albero della vita con le forze della natura più primordiali e antiche il tutto con una strizzata d’occhio alla tradizione esoterica. L’albero, anche se non è quello classico con le radici unite ai rami, devo confessarlo, è stato assemblato con un’intelligenza artificiale generativa. Tra le tante proposte della velocissima ma stupidissima macchina, che di intelligenza non ha assolutamente nulla, ne ho scelta una più “alberosa” e normale possibile. Sopra di essa ho sovrapposto il simbolo del rinnovamento cosmico e dei cicli della vita e dell’autogenerazione da se stessi, l'Uroboro.
Tra i rami dell’albero volevo mettere qualcosa che simboleggiasse la vita e la sua preziosità, dunque ho messo alcune mele rosse all’interno del serpente primordiale e un paio dorate fuori dalle sue spire. Il rosso è la passione e il fuoco, il dorato la forza divina.
Il tutto aveva bisogno di un margine, un limite che contenesse queste energie universali e mi è parso giusto farlo con un grande esagono smeraldino. L’esagono simboleggia armonia cosmica, equilibrio tra cielo e terra, unione degli opposti, struttura della natura, perfezione geometrica, energia creativa, protezione, interconnessione universale, ordine divino e manifestazione dell’unità. In tal senso che questa forma racchiuda e armonizzi l’albero, le mele e l'Uroboro è perfetto e ne amplifica le funzioni.
Il risultato? Un insieme di simboli che stanno diventando il mio sigillo, un simbolo per me sacro che mi rappresenta come ricercatore e persona.
Come lo potreste utilizzare: Amplificare la forza vitale, trovare energia primordiale dentro se stessi, nutrire un pensiero vitale o immettere potere dentro qualcosa e altre funzioni vicine a quelle appena elencate!
Alcuni di voi possono chiedersi se non sia azzardato esporlo su una rivista come The Witchcraft. La domanda è giusta ma rivela paure e mentalità lontanissime dalla mia. Tutto quello che so e che crea è del mondo, dell’Universo e per estensione di chiunque voglia utilizzarlo per i propri scopi.
Questo simbolo è dunque un dono ai lettori, quando lo utilizzerete scrivetemi e raccontatemi i suoi effetti.
Un abbraccio a tutti i ricercatori e le ricercatrici spirituali.
Pierluca Zizzi

