Stiamo entrando nel campo magnetico solare zodiacale del Segno dei Pesci. Un Segno non equivale alla Costellazione omonima. Nell’astronomia è significativo lo Spazio, nell’astrologia il Tempo. Esistono infatti anche astrologie che sono metafisiche e virtuali.
“Una convincente indicazione che i Greci ereditarono questa costellazione dai Babilonesi è che gli eventi mitologici che la riguardano si sarebbero verificati attorno al fiume Eufrate.”
“Gli dei dell'Olimpo avevano sconfitto i Titani e i Giganti nella lotta per la supremazia. La Madre Terra, conosciuta anche come Gea, riservò agli dei un'altra sgradevole sorpresa. Si accoppiò con Tartaro, la regione più bassa del Mondo dell'Oltretomba dove Zeus aveva imprigionati i Titani, e da quest'unione nacque Tifone, l’essere più terribile che al mondo fosse mai stato dato vedere.”
Secondo Esiodo, cento teste di drago. Lanciava fiamme dagli occhi e dalle bocche guizzavano lingue nere e fuoriusciva una cacofonia di suoni: a volte erano voci eteree che gli dei riuscivano a comprendere, mentre altre volte muggiva come un bue, ruggiva come un leone, guaiva come un cucciolo, o sibilava come un covo di vipere.
Gea mandò questo mostro tremendo ad attaccare gli dei; Pan lo vide arrivare e con un grido avvisò gli altri. Poi si tuffò nel fiume tramutandosi in pesca-capra, rappresentato nella costellazione del Capricorno, anche questa fu adottata dai Babilonesi.
Afrodite e suo figlio Eros si rifugiarono fra le canne sulla sponda del fiume Eufrate, ma quando il vento fece frusciare la boscaglia Afrodite si spaventò. Tenendo Eros in grembo invocò l'aiuto delle ninfe e saltò nel fiume. Secondo una versione della storia, due pesci vennero fuori dall'acqua e trasportarono Afrodite ed Eros sui loro dorsi, ma in un'altra versione sono i due profughi che vengono tramutati in pesci.
Eratostene scrisse che i pesci rappresentati nel Cielo erano figliolanza di un altro pesce, quello della costellazione del Pesce Australe. Nel cielo i due Pesci sono raffigurati che nuotano in direzioni opposte, con le code tenute insieme da una cordicella.
La nascita del “Cristo” corrisponderebbe all'entrata nell'era astrologica dei Pesci. Nel 7 a.C. si sarebbe verificata una tripla congiunzione di Giove, Saturno e Marte nella Costellazione e Segno dei Pesci. Questo fenomeno astrologico nel cielo sarebbe apparso come la nota Stella di Betlemme che indicò ai Magi la strada da seguire per giungere dal Messia appena nato. Questi tre pianeti non sono casuali perché sono i 3 decani del Segno stesso, quindi condizione assai rara. Un Super Portale.
(n.d.a)
La storia di Gesù mostra poi altre analogie con i Pesci: il simbolo del cristianesimo fu in origine un pesce; molti dei suoi discepoli furono pescatori; un miracolo di Gesù fu la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Il buon pastore e l’agnello di dio, sono rimanenze dell’epoca precedente, l’Era dell’Ariete.
Dal punto di vista astrologico-genetliaco, Pesci sono l'ultimo segno zodiacale (20 febbraio - 20 marzo), un segno d'Acqua mobile, governato da Nettuno e Giove, noti per la loro natura sognatrice, empatica, creativa e spirituale, con una forte sensibilità, idealismo, ma anche tendenza a sfuggire alla realtà, spesso con una grande capacità di sacrificio.
Eliphas Levi noto occultista francese (Parigi, 8 febbraio 1810 – Parigi, 31 maggio 1875) impiegò spesso per esporre le sue conoscenze, le lamine dei tarocchi dove ciascun arcano maggiore costituiva un capitolo del libro. Anche l’esoterista inglese Aleister Crowley che si ritenne essere l’incarnazione successiva di Levi, nel suo Liber 4 Magick ordinò gli insegnamenti sulla base dei tarocchi.
Al Segno zodiacale dei Pesci alcuni Ordini Iniziatici come esempio la Golden Dawn, attribuiscono l’Arcano XVIII ossia LA LUNA a cui Levi dedica il tema:
FILTRI E MAGNETISMO – questo articolo ci porta certamente, più vicini all’immaginario popolare – “Viaggeremo ora in Tessaglia, nel paese degli incanti.” scrive Eliphas Levi nel suo “Rituale dell’Alta Magia”.
Al chiaro di luna si componevano i filtri amatori, catturando la luce polarizzata della notte; le streghe fabbricavano unguenti che le rendevano più giovani e belle.
Sebbene sostanze animali, vegetali e minerali dalle valenze stordenti, narcotiche e afrodisiache, costituissero il supporto, era il magnetismo trasmesso al preparato che ne aumentava e dirigeva l’effetto. Tale magnetismo era trasmesso tramite parole, gesti, evocazione di spiriti.
Con i filtri si induceva la passione, la legge d’attrazione e abbondanza, ma anche la sofferenza e la morte. Se si vuole farsi amare e si è una donna bella, certamente il primo metodo spesso istintivo e naturale per ammaliare è il vampirismo. (Da cui i termini maliarda e vamp).
In ogni caso bisogna impressionare la retina astrale di un soggetto, in modo che rimanga fissato uno sguardo, un sorriso, un tocco, un tono di voce, o anche incutere soggezione se non paura. L’unica cosa da evitare è l’indifferenza.
Le donne amano il diavolo, cioè un uomo diabolico, e se si trattasse di un angelo ne provocherebbero la sua caduta. Solo coloro che non necessitano di essere sedotte ne sono esenti, le altre adorano i cattivi soggetti.
La seduzione maschile vuole, che si tratti la donna come una bambina, non all’altezza della situazione, e lei farà di tutto per tentare, e si sbottonerà in segreti che fanno parte dei discorsi del mondo intimo femminile. Di fronte all’indifferenza superiore, arriveranno per curiosità addirittura ad assalire in maniera eccitata.
Ma è anche vero che bisogna studiare il carattere di una persona, in modo da poter percorrere la sua mente, il suo cuore, le sue emozioni. Tuttavia per raggiungere un fine, si giustificano i mezzi, ma non sempre necessari mezzi estremi, il magnetismo animale, la fascinazione, un profumo che scuote gli ormoni, parole intrise di ardore e mistero, certi doni caricati di effluivi, sono più naturali e insospettabili che mai.
I veri incantatori, maghi e stregoni facevano innamorare le donne con un soffio, un certo eresiarca di nome Marco, il curato Gauffredy, bruciato poi sul rogo usava lo stesso metodo. Tra i raccapriccianti ingredienti del passato troviamo il sangue di pipistrello, polvere di rospo, unghia di gatto nero incenerite, sangue mestruale, lombrichi, erba vinca, mandragola, cantaridi, assenzio, e altre cose ancora in parte molto superate da sostanze appartenenti alla farmacologia moderna.
Un altro Arcano correlato è quello intitolato L’APPESO, l’arcano XII a cui Levi dedica il capitolo:
I VOLTI DELLA GRANDE OPERA – L’Archetipo e il Simbolo – il primo noumenico, il secondo fenomenico. La Grande Opera è l’Archetipo della Realizzazione, il Simbolo la sua espressione o versione personale.
“Essere sempre ricco, sempre giovane, non morire mai, è stato in ogni tempo il sogno degli alchimisti sia di quelli letterali che di quelli metaforici. Mutare in oro il piombo, il mercurio e tutti gli altri metalli, possedere la medicina universale e l’elisir di lunga vita.” (Eliphas Levi - Dogme et Rituel de la Haute Magie).
L’Alchimista diventa cosciente dei tre piani operativi, quello filosofico, quello filosofale e quello chimico. Conoscere le proprietà delle tre sostanze: Zolfo – Mercurio – Sale.
Il linguaggio degli alchimisti è ermetico, figurato, anagrammato, sibillino, così si protegge dal profano e solo coloro che sanno andare oltre le apparenze, i veri occultisti, potranno leggere i procedimenti.
Per essi l’Oro e l’Argento sono il Re e la Regina, la Luna e il Sole, ma a un livello filosofico circa la comprensione e a un livello filosofale circa il loro impiego.
Il Mercurio è l’Androgine Alato su un cubo e coronato di fiamme; la materia o sale filosofico è il drago alato; i metalli in ebollizione sono leoni di vari colori; infine l’intero Lavoro è simboleggiato dalla Fenice e il Pellicano.
La fabbricazione dell’Oro nella Grande Opera, si fa per trasformazione e per moltiplicazione. Come quella dei pani e pesci. “C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci.” (Giovanni 6,114). Metafora dell’Iniziazione per Induzione. Paracelso, Raimondo Lullo, Nicola Flamel, hanno conosciuto in profondità questo Mistero. Basilio Valentino e il Trevisano, l’hanno indicata in modo che debba essere ancor più interpretata. Le figure cabalistiche del rabbino giudeo Abramo dettate a Flamel, sono le 22 Chiavi del Tarocco.
Il corpo carnale è il ricettacolo, il tempio terrestre, l’athanor, in esso troviamo il mercurio o anima, l’azoth o mente e lo zolfo lo spirito. Il sale o corpo, fissa queste essenze. In termini analitici il conscio si unisce all’inconscio per realizzare la super-coscienza ma questa per poter attuarsi attraverso la percezione deve possedere un corpo che nasce dalla fusione dei 7 metalli, il Corpo di Gloria, il Corpo Aureo che può essere raffinato ulteriormente nel Diamante. (Adamas, l’Adamo Originario, Personificazione del Divino).
Tutte le grandi correnti di insegnamento soteriologico, salvifico, liberatorio e meglio ancora di Risveglio, convergono nel silenzio interiore, ossia detronizzare la mente affinché ci si possa rendere accessibili allo spirito.
Per certi esoteristi moderni la Grande Opera consiste nel risvegliare il proprio potere occulto, fino a esternarlo e poi trasmutarlo o farlo ascendere fino a ottenere il Risveglio o Consapevolezza Totale, il che implica anche la trasfigurazione corporale per un Ricettacolo più adatto alla potenza destata. (Merkavah) L’individuo accoglierà in sé l’Ensof l’Inconoscibile, poiché nulla potrà con le sole sue forze umane. Qualsiasi studio intellettuale pertanto, può risultare controproducente se non viene posto in secondo piano, giacché lo studio come l’ignoranza, rafforzano l’ego che si frappone tra i due Amanti. Nel Palazzo del Re, sua Figlia, ti attende!
Pasquale Battista
Articolo a cura di Battista Pasquale, metafisico, neo-alchimista, occultista e realista magico.
Per contatti: battistapasquale1965@gmail.com

