Ogni ricercatore di verità e tutti gli studiosi della cultura esoterica umana sanno che il simbolo della coppa è uno dei più presenti nelle culture di ogni epoca e latitudine. In queste righe non è possibile neanche riassumere i concetti principali di tale tradizione, dunque il taglio sarà più affine a quello relativo alle culture europee, siano esse esoteriche che storiche.
Com’è noto uno dei quattro semi dei tarocchi è quello di Coppe, insieme a spade, bastoni e denari, rappresentano i quattro elementi. Le coppe apportano le energie dell’acqua e le sue funzioni, la scelta della forma del simbolo è determinata dall’uso di questo oggetto e da tutto ciò che gli assomiglia… come bicchieri, l’incavo delle mani, le coppelle e ogni contenitore utile a bere, dar da bere e versare.
Dunque la Coppa è il simbolo universale del “contenere”, rappresenta il principio ricettivo, la capacità di accogliere il divino, l’amore, la conoscenza o il sacrificio. È associata alla dimensione emotiva, alla fertilità e al grembo materno. Nel gergo esoterico ci si riferisce alla coppa anche per indicare la vagina e ciò che genera, sia in senso fisico, dunque la vita, che ogni forma di produzione creativa.
Nella tradizione europea cristiana essa è il Santo Graal, simbolo al quale sarà dedicato un articolo nel futuro. In generale esso è la promessa di vita eterna e l’oggetto nel quale “Dio” versa la propria grazia rendendo chi è degno di bere il liquido al suo interno un immortale poiché puro e rigenerato. In ambito liturgico, il calice eucaristico incarna il mistero della trasmutazione: il vino che diventa sangue è segno di un passaggio dal materiale allo spirituale.
La Coppa è, come oggetto, il massimo simbolo del femminile sacro, questo dalla cultura pre-cristiana e in ogni tradizione pagana del bacino del Mediterraneo. Allude alla Dea Madre e alla sua capacità di essere fertile ma anche ai cicli della luna e ai cicli naturali, essa infatti si riempie e si svuota imitando la pienezza della luna o alle fasi di luna nuova e quelle intermedie.
Nell’esoterismo occidentale è presente nei tarocchi e porta i significati di emozioni, intuizione, amore, spiritualità ad esempio nell’Asso di coppe. La carta rappresenta l’amore divino che trabocca, la grazia che si riversa nell’anima. In tal senso è un vaso alchemico, il contenitore della Grande Opera, l’athanor nel quale entrano gli elementi che devono purificarsi ed è il luogo della trasformazione, dove avviene la congiunzione degli opposti.
Nella magia rituale essa è uno dei quattro strumenti fondamentali, insieme a bacchetta, spada e pentacolo; viene usata per consacrare, evocare, ricevere energie sottili.
Le sue valenze psicospirituali sono la ricettività consapevole, il saper accogliere senza trattenere, essere un vuoto fecondo perché solo ciò che è vuoto può essere riempito, è anche la trasformazione emotiva poiché ciò che entra nella coppa cambia natura.
Questo articolo finirà non con una spiegazione ma un augurio e un esercizio che non mancherà di piacervi: prendete un bel bicchiere che avete in casa, anzi i due più belli e preziosi, riempiteli del liquido che più vi ispira e piace, ora cercate una persona che amate e con lui/lei condividete una piccola festa, un brindisi alla vita e a ciò che vi lega… a volte i gesti più semplici e piacevoli sono significativi quanto il più complesso rito magico.
Pierluca Zizzi

