The Witchcraft Magazine

L’Ankh, chiave della vita

Pierluca Zizzi Pierluca Zizzi

Per chi abbia visto i meravigliosi geroglifici egiziani o abbia ammirato le iscrizioni sui sarcofagi di questa cultura risulta chiaro l’uso che sacerdoti, faraoni e divinità fanno di un oggetto che hanno nella mano: l’ankh.

Questi personaggi puntano la “chiave della vita” verso le narici di chi hanno di fronte o lo tengono in mano mostrandolo ad altre figure o ancora lo brandiscono come farebbe un sacerdote con il simbolo massimo del proprio culto. La parte bassa dell’ankh sembra fungere da proiettore di qualche forma di potere, essi infatti donano la vita eterna o migliorano la vitalità di chi riceve questo dono, solitamente elargito da divinità verso le anime dei trapassati o a faraoni e personaggi importanti delle dinastie egizie.

La capacità della “croce ansata”, altro nome dell’ankh, sembrano miracolose e indispensabili per trattare le energie mistiche gestite da dee e dèi, sono infatti sia una benedizione che l’elargizione di uno status, probabilmente quello di immortale nel mondo dei morti o di chi sta preparandosi alla vita ultraterrena.

In geroglifico “ankh” è un trilittero che viene traslitterato in “vita” e con molteplici significati e sfumature viene usato a seconda dei contesti per indicare le funzioni corporee della vita o quelle della vitalità, della forza o della potenza energetica in senso lato.

La sua azione pare essere quella di insufflazione della possanza divina e del sostegno al patto di unione tra cielo e terra, umano e divino, vita e morte e di ogni ritmo e ciclo cosmico e terreno; in tal senso è un richiamo forte e diretto all’immortalità come superamento dei cicli universali ed entrata in quelli superiori, insomma è il simbolo dell’ingresso nell’eternità.

La geometria sacra dell’ankh e i significati

La sua forma parrebbe misteriosa e non immediatamente leggibile ma un’analisi guidata rivela facilmente le funzioni e le probabili origini. La parte superiore di forma tondeggiante a goccia è la stilizzazione dell’utero, dunque un’indicazione diretta di ciò che fa crescere e custodisce la vita. Quest’ansa tocca i bracci orizzontali, quelli corti, e con l’asta verticale più lunga forma una croce, il simbolo universale di collegamento tra l’orizzonte del mondo e la funzione elevante che unisce l’alto al basso, in questo caso la nascita e la sua incarnazione nella materia. Probabilmente vi è anche una rappresentazione dell’unione dei genitali, dunque un amplesso cosmico e fisico che nuovamente genera energie vitali e sessuali ben note. Molti archeologi scrivono che l’ankh sia il disegno dei lacci delle calzature a sandalo degli egizi, una metafora del cammino degli umani lungo le vie dell’esistere e un andare verso il duat, l’aldilà, avanzando con saggezza e rispettando le leggi umane e divine. Difatti un ankh veniva spesso depositato nel sarcofago o nel corredo funebre come viatico e aiuto al defunto contro i pericoli dei mondi astrali.

Ulteriormente, e forse più semplicemente, la parte tondeggiante rappresenta il sole nel suo sorgere all’orizzonte, ultimo riferimento ai cicli cosmici e all’irraggiamento del sole, in egiziano il dio Ra, con la sua potenza e la luce che promuove e crea la vita.

Uso del simbolo e dell’oggetto

Come ogni simbolo di forte tradizione religiosa, spirituale o magica anche la croce ansata può essere usata per proiettare energie e causare cambiamenti nella realtà, in seguito vedremo come. Il titolo del paragrafo non dovrebbe stupire i lettori, sia il simbolo in forma di stampa che un oggetto tridimensionale possono essere impiegati per gli utilizzi suggeriti fra poco; ovviamente la qualità e la potenza dei risultati ottenibili sono dipendenti da chi maneggia questo simbolo, dalle dimensioni dello stesso, dalle corrette proporzioni e ovviamente dal materiale della versione impugnabile (non vogliate male a chi scrive ma l’efficacia massima si otterrebbe con una chiave della vita in oro massiccio).

La croce ansata è da sempre utilizzata come talismano, dunque oggetto protettivo contro ogni forma di energia avversa, di contro è soprattutto un oggetto propiziatorio, favorisce l’elevazione delle frequenze negli ambienti dove è esposto ma risulta ancora più efficace se indossato, da qui la fortuna come pendaglio in collane o incisione su anelli. In magia tutti gli oggetti possono connettere ciò che si impiega con le energie e l’ambito storico culturale a cui questi appartengono, dunque l’ankh avvicina chi lo utilizza alle tradizioni egizie e, se aderite ad alcune teorie di confine, alle forze multidimensionali collegate alle dinastie della civiltà del Nilo. 

Come si vede nei geroglifici esso può essere impugnato dalla parte dell’anello, ciò permette di puntare l’oggetto, che in questo caso potremmo propriamente definire magico, verso coloro che beneficeranno della sua azione energetica unita alla potenza magnetica di chi lo brandisce. Chi riceve la sua energia solitamente sente un raggio di potere forte e intenso percorrere la parte del corpo colpita da esso, a volte questo permette di usare l’ankh come un laser per “tagliare”, inserire frequenze e aprire porte verso altre realtà.

Tenendo la chiave della vita con l’asta lunga verticale si può usarlo come si farebbe per una croce cristiana, la sua influenza è più ambientale, ad area, diffusa e benedicente, utile ad esempio per innalzare la qualità energetica di ambienti e persone.

Ankh e azione mistica

L’energia della chiave della vita è potente e nella parola “chiave” c’è la funzione forse più elevata ad essa legata; l’ankh ci può aiutare ad aprire, come se con esso potessimo spalancare le porte tra i mondi ed esplorare i tipi di energia rivelati da questa azione. Tutti i simboli sono anche chiavi per scassinare i mondi ordinari ed entrare in quelli straordinari ma la croce ansata ci introduce ad un’avventura squisitamente mistica nelle energie della creazione, ecco perché viene maneggiata dalle divinità e dagli alti iniziati: essa ci rivela gli archetipi, i mattoni e le funzioni originarie della creazione e di ogni esistenza e potenza.

Un meditazione con questo meraviglioso simbolo, visto di fronte, ben visualizzato, può aprire porte percettive ed esporre nuove idee, grandi potenze e affiancare chi lo utilizza agli archetipi necessari, in quel momento, per evolversi ed elevare la nostra vita dalla condizione mortale a quella divina.

Buon viaggio.

Pierluca Zizzi

Pierluca Zizzi

L’autore

Pierluca Zizzi

Pierluca Zizzi (Torino, 1970) è game designer, scrittore e divulgatore. Dopo una laurea in architettura e un decennio di professione, ha scelto di dedicarsi alla creatività, pubblicando oltre trenta giochi da tavolo e otto libri di spiritualità, alcuni diventati best seller. È autore di mazzi di tarocchi di grande successo internazionale e tiene corsi e conferenze su simbolismo, tecniche energetiche ed evoluzione interiore, portando avanti ricerche sincretiche indipendenti senza legami con associazioni esoteriche.
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