In provincia di Torino, nel canavese, si trova questa valle che prende il nome dal torrente che l’attraversa: il Chiusella. Un po' come tutti i luoghi rurali circondati da boschi, orridi e simili vi sono molte leggende. Qui abita un tipo speciale di strega: la masca.
Le masche hanno molte delle caratteristiche delle streghe della tradizione popolare e anche delle erbarie. Spesso hanno caratteristiche distintive, come ad esempio la gobba, una malformazione che non ne permette una corretta deambulazione, sono nate con la camicia o settimine. In Valchiusella, sembra si riunissero soprattutto al venerdì prima del primo “Ave Maria” e danzavano sfrenate come delle ossesse praticando i loro riti. Praticavano quella che in alcuni luoghi del Piemonte è detta la “fisica”, i loro riti oscuri. Delle masche parlerò approfonditamente in prossimo futuro articolo. Ed è in questo territorio che se si è appassionati di trekking si può compiere un percorso ad anello detto Sentiero delle Anime partendo dal comune di Traversella. Le leggende popolari voglio che qui, le persone molto anziane giunte alla fine della vita, arrivassero in cima alla rupe e si lasciassero cadere. Un’altra leggenda vuole che qui i pastori non potessero portare le loro bestie né farle pascolare perché v’era il transito delle anime dei defunti e gli animali provassero spavento. Una cosa è certa, il Sentiero delle anime ha le caratteristiche peculiari delle vie sacre ed è piacevole da percorrere anche per i più scettici.
A Lanzo Torinese troviamo il ponte del Diavolo. Di ponti del diavolo ve ne sono diversi in Italia ed Europa e le leggende su questi manufatti sono spesso simili. Il nostro ponte chiamato in dialetto Ponte del Ròch (pietra in piemontese) è stato edificato nel 1378, si trova in una stretta gola, ha una luce di 37 metri, un'altezza di 16, lunghezza di 65 e larghezza minima di 2,27, è costruito a schiena d'asino. La leggenda popolare vuole che per due volte il ponte appena costruito crollasse. A questo punto il Diavolo in persona si fece avanti per proporsi come edificatore dello stesso. Curiosa è l’abilità del diavolo come costruttore di ponti. Curiosa soprattutto se guardiamo alla parola pontefice e alla sua etimologia pontifex (pontem facere) "costruttore di ponti". Il Diavolo in cambio del suo lavoro, eseguito come spesso accade in una notte, chiese la prima anima che avesse attraversato il ponte dopo la sua edificazione. Una volta edificato il ponte venne fatto passare un cagnolino, così il diavolo fu buggerato. Pieno di livore e rabbia per esser stato truffato ebbe a sbattere con violenza inaudita le sue zampe contro le rocce circostanti, in questo modo, sempre secondo la leggenda, vennero a formarsi le “Marmitte dei Giganti”. (in provincia di Sondrio è possibile effettuare escursioni sul percorso di omonime Marmitte dei Giganti). Il Ponte del Diavolo di Lanzo è considerato tra i più bei trenta ponti d’Italia.
Michele Leone

