Un famoso aneddoto comune a molte culture antiche si avvale di un esempio per spiegare il concetto di forza e di unione. Lo stratega o il saggio di turno prende una freccia e la mostra ai soldati, la piega fino a spezzarla e chiede se per loro quello sia un esempio di forza. Poi prende un fascio di frecce e prova a spezzarle curvandole tutte insieme, non riuscendoci afferma che è quello un esempio sia di unione che di potenza.
Qualcosa di simile avviene nei tarocchi laddove il disegno tradizionale dei marsigliesi mostra una donna che tiene aperte le fauci di una belva e lo fa senza sforzo, con espressione serena. In entrambi i casi i significati che le lingue danno alla parola “forza” sembrano non applicarsi completamente alla carta poiché essa avvicina maggiormente al messaggio comunicato dalle parole virtù, abilità ed equilibrio interiore. La profonda saggezza di chi ha scelto i simboli a rappresentanza dell’archetipo della Forza ha preferito evitare l’allusione diretta alla potenza muscolare preferendo mostrare come applicare la “forza”, qualsiasi essa sia, e come gestire ogni forma di potenza interiore.
Un altro esempio potrebbe contraddire queste scelte osservando la carta nella versione dei Visconti Sforza, la più antica che sia nota per un mazzo di tarocchi. In essa un Ercole con armatura prende a randellate un leone che, è il caso di dirlo, sembra un cane bastonato. Anche in questo caso ciò che si evince non è la ferocia della violenza ma la capacità dell’eroe greco di dirigere il suo potere muscolare verso uno scopo intelligente e dunque di scegliere tra gli estremi possibili, l’uso della forza bruta o l’applicazione della virtù per ottenere ciò che si desidera ed è meglio per la famiglia umana.
Significati tarologici
In senso positivo ed evolutivo ecco i principali significati positivi di questa carta meravigliosa.
Equilibrio tra istinto e potere interiore, emozione e consapevolezza, intraprendenza e ponderatezza. Coraggio di essere e di fare quello che è giusto per sé e per gli altri, fermezza senza aggressività, autocontrollo con limitazioni della violenza. Pazienza e gentilezza al servizio di uno scopo morale, materiale e talvolta spirituale. Dominio delle paure, governo delle emozioni o capacità di dirigerle verso quello che è utile senza lasciarsi soverchiare. Potenza e potere come concetto generale soprattutto diretta dalla virtù e dallo spirito che prende il sopravvento sull’istinto. Compassione che travolge… scelta al posto della forza muscolare che schiaccia, in alcuni casi può comunque suggerire la forza fisica, la potenza della materia.
Può indicare l’ottenimento di un risultato, l’inizio o la fine di un’impresa umana, personale o collettiva. Guarigione interiore, recupero dell’autostima, scoperta o memoria di cosa sia il vero potere per l’uomo o la donna superiori, capacità di trasformare le sfide in crescita e gli ostacoli in opportunità
In senso negativo o se la carta è rovesciata può avere questi significati.
Mancanza di controllo, ricorso ad un eccesso di istinto, emozionalità travolgente e forza come strumento per prevaricare. Impulsività, sia giovanile che per gli adulti, fuga dalle emozioni più intense e incapacità di gestirle. Comportamenti aggressivi, violenti, impulsivi e prevaricatori anche verso i deboli
Paure e paralisi decisionale, insicurezza, perdita di fiducia nelle capacità proprie e altrui, talvolta bisogno di controllo per debolezza interiore o rigidità. Comunicazione difficile, ostinazione e orgoglio, uso improprio o eccessivo del potere e della violenza.
In ambiti sociali può indicare stress, mancanza di disciplina, obiettivi erronei, squilibrio tra istinto ed emozione che porta a fragilità e tensioni. Debolezza.
Significati evolutivi e spirituali
Potrebbe essere utile capire quali archetipi sociali o universali favoriscono o indeboliscono la Forza al fine di capire come essa potrebbe aiutare ogni percorso coscienziale. Certamente le carte come il Diavolo o l’Innamorato possono porre il consultante in una condizione di prova, di tensione e di osservazione delle emozioni e delle debolezze a cui si è esposti per crollare vittime di scelte impulsive o del cerchio di sensazioni forti che rendono schiavi del Diavolo.
Del resto è in battaglia che si può distinguere chi è un vero guerriero e chi è destinato a soccombere o a ritirarsi. Come sempre accade che i tarocchi invitino all’azione, mai alla stasi, anche se questa forma di dinamicità è nel pensiero o nello spirito, il tutto dovrà poi essere declinato nel fare, nel cambiamento, proprio o collettivo.
Ecco che l’Ercole che possiamo essere diviene l’immagine di un semidio che pone il proprio potere al servizio di un fine, può ottenere un risultato superiore, quasi mai esclusivamente personale. In tal senso la parola virtù spiega come mai questa carta sia vicina alle dottrine cristiane senza mostrarlo apertamente, ad esempio alle virtù teologali, ancora una volta subordinate alla divinità interiore o a quella cosmica… che di potenza ne ha infinita.
Simboli esoterici e misteri
Un simbolo risulta già noto ai lettori più attenti, quello del cappello a forma di infinito. Era già presente nel Mago la cui cerebralità e destrezza si esprime nella sua testa e nelle mani, organi ampiamente usati dalla donna della Forza. Si noti che il mago, l’arcano I, è l’inizio del ciclo, così come fa la Forza, arcano XI, che è l’impulso utile a superare la metà del ciclo ovvero il X della Ruota della Fortuna. Dunque la sua virtù permette a tutti noi di viaggiare dalle carte maggiormente “materiali” verso quelle immateriali come l’Appeso, la Morte eccetera.
Ma in cosa differiscono in tal senso le due carte? Intanto la Forza è maggiormente femminile, dunque ha gli ambiti evolutivi dell’accoglienza, dell’intuizione e dell’uso delle emozioni per uno scopo indiretto, tutto il contrario del bagatto, giovinetto furbo e scaltro che agisce nel mondo fisico per trasformare materia in altra materia.
In esoterismo gli sguardi e le posizioni dei corpi sono importanti, nella carta la donna non guarda preoccupata la belva che sta domando ma osserva l’orizzonte, placidamente. Le mani e il corpo non sono tesi in uno sforzo ma al riposo, richiamando noi che la guardiamo alla calma interiore, sembra volerci dire: “con la punta delle mie dita ho ammansito questa creatura, altrettanto potresti fare tu se ti conoscessi a fondo!”.
In ultimo ogni via spirituale richiama ad un concetto davvero ostico per la nostra civiltà, quello di responsabilità, di azione consapevole e di accettazione delle conseguenze, una lezione morale e pratica utile a chi voglia elevarsi dalla condizione animale a quella semi divina.
Pierluca Zizzi

