The Witchcraft Magazine

Il Gufo e il Cipresso la saggezza che nasce dall’ombra

Shielan Russo Shielan Russo

Ci sono simboli che studio e poi ci sono simboli che sento, il Gufo e il Cipresso appartengono alla seconda categoria. Nel mio cammino ho imparato che la spiritualità non è soltanto fatta di rituali, corrispondenze, erbe, divinazioni o conoscenze tramandate, è soprattutto un modo diverso di stare al mondo e di viverlo. È osservare la natura non soltanto come qualcosa che ci circonda, ma come una presenza con cui possiamo entrare in relazione. Ed è anche parte del mio percorso spirituale imparare a riconoscere negli animali, nelle piante e nei cicli della terra degli specchi interiori.

Ovviamente dobbiamo imparare a scindere la realtà con l’immaginazione anche su questo percorso. Io credo nelle sincronicità, credo che esistano momenti in cui qualcosa cattura la nostra attenzione in modo diverso, e quando questo accade io mi fermo...osservo, ascolto, mi domando..”perché proprio questo simbolo, proprio adesso?”. È da questo spazio che nasce il mio rapporto con il mondo naturale e animale. Questi simboli, arrivano nella nostra vita per un motivo.

Osservando la natura con uno sguardo diverso ho imparato una cosa fondamentale che la luce non può essere compresa davvero se prima non abbiamo avuto il coraggio di entrare nell’ombra. Il Gufo e il Cipresso parlano di questo, uno appartiene alla notte, l’altro affonda le proprie radici profonde nella terra e nello stesso tempo, sembra cercare il cielo. Il Gufo insegna a guardare nel buio, oltre che a essere un simbolo di saggezza. Guardiamo questo animale con occhi diversi rispetto alle definizioni più conosciute, il Gufo ha la capacità di vedere quando gli altri non vedono, questa è una lezione che dovremmo imparare anche nella nostra vita. Non dobbiamo mai ignorare l’intuito anche se non sempre ci porta a ciò che vogliamo sentirci dire, a volte ci mette davanti a verità scomode, questo è uno degli insegnamenti di questo animale. Lo dobbiamo vedere non per un animale che viene a predire il futuro, ma come archetipo che ci ricorda: Guarda meglio, guarda oltre le parole, oltre le apparenze, oltre a quello che vorresti fosse vero, e soprattutto guarda dentro di te.

Il Gufo come animale di potere lo associo a una prima parola: ‘visione’, la capacità sottile di percepire ciò che si nasconde dietro le apparenze. Il Gufo vive nella notte e proprio nella notte trova il primo elemento. Non tutto ciò che è oscuro è necessariamente negativo, ci sono ombre che vengono nella nostra vita per aiutarci, per mostrarci qualcosa. Come animale di potere ci insegna a guardare in profondità ciò che normalmente evitiamo, le nostre paure, le nostre contraddizioni, le verità che non vogliamo ammettere, le persone che idealizziamo, e soprattutto quelle parti di noi che preferiremmo non vedere. Il Gufo non ha bisogno di fare rumore, osserva, attende, ascolta e poi agisce. Questa è una delle sue grandi lezioni spirituali, non tutto richiede una reazione immediata, a volte la risposta arriva proprio quando smettiamo di seguirla. Quando il Gufo si presenta simbolicamente come animale guida, io lo interpreto come un invito a rallentare e ad ascoltare. Potrebbe arrivare in periodi in cui stiamo vivendo una confusione, una trasformazione o una situazione nella quale non riusciamo ancora a distinguere ciò che è vero da ciò che soltanto appare tale. Ci insegna a non fermarci alla superficie, ma ad accettare anche verità scomode, vedere davvero significa anche poter scoprire ciò che non avremmo voluto vedere, ecco perché considero il Gufo un animale guida particolarmente potente nei momenti di passaggio. Ci dona qualcosa di prezioso: “chiarezza”.

La luce del Gufo

Nella sua espressione luminosa, il Gufo rappresenta:

-intuizione

-saggezza

-osservazione

-discernimento

-capacità di vedere oltre le apparenze

- silenzio consapevole

-conoscenza interiore

-capacità di muoversi nell’incertezza.

La sua energia mi ricorda che l’intuizione non è sempre una voce forte, a volte è quella sensazione sottile che arriva prima ancora che la mente abbia raccolto tutte le informazioni. Il Gufo insegna ad ascoltarla.

L’ombra del Gufo

Ogni animale di potere possiede anche un’ombra, e ignorarla significa conoscere soltanto metà simbolo. L’ombra del Gufo può manifestarsi come isolamento, diffidenza, ipervigilanza, bisogno di controllare tutto attraverso l’osservazione. Chi vive troppo nell’energia del Gufo potrebbe finire per guardare continuamente gli altri senza permettere a nessuno di avvicinarsi davvero. Può diventare difficile fidarsi, lasciarsi andare, difficile persino distinguere l’intuizione dalla paura. Ed è qui che il Gufo ci pone una domanda: “ Stai osservando perché vuoi comprendere o perché hai paura di essere ferito?”. Questa è una delle sue lezioni più profonde, la saggezza non consiste nel sospettare di tutto, consiste nel saper riconoscere ciò che merita fiducia e ciò che invece richiede distanza.

E il Cipresso? Se il gufo rappresenta la capacità di vedere nell’oscurità, il Cipresso rappresenta la capacità di rimanere in piedi dentro la trasformazione. Il cipresso è un albero particolare, la sua forma slanciata sembra dirigersi verso l’alto, quasi come una freccia che collega la terra al cielo. Proprio per questo, in diverse tradizioni culturali è stato associato alla morte, al lutto, alla memoria e al passaggio. Ma ridurre il cipresso al simbolo della morte sarebbe un errore.

La morte nella simbologia spirituale, non rappresenta necessariamente la fine, può rappresentare una soglia, una trasformazione, la conclusione di un ciclo, il momento in cui qualcosa deve morire affinché qualcos’altro possa nascere.

La luce del Cipresso

Nella sua parte luminosa, il Cipresso parla di resilienza, trasformazione, elevazione, memoria e continuità. È l’albero che ci ricorda che possiamo attraversare il dolore senza diventare il dolore stesso, possiamo perdere qualcosa senza perdere noi stessi, possiamo lasciar morire una versione di noi senza smettere di esistere. Le sue radici parlano della Terra, la sua verticalità parla del cielo, questa immagine contiene una delle grandi leggi simboliche del cammino sciamanico, per elevarsi bisogna prima essere profondamente radicati.

L’ombra del Cipresso

Anche il Cipresso, però, ha una parte d’ombra, è quella del lutto che non riesce a trasformarsi, della malinconia che diventa dimora, dell’attaccamento al passato, del continuare a vivere con lo sguardo rivolto verso ciò che non esiste più. Il suo insegnamento allora diventa severo ma amorevole, onorare il passato non significa vivere nel passato, possiamo ricordare senza trattenerci, possiamo amare ciò che è stato senza impedirci di andare verso ciò che sarà. Il Cipresso insegna che ci sono parti di noi che devono morire, vecchie identità, vecchie convinzioni, vecchi legami, vecchi modi di amare, e di avere paura. Non sempre lasciarli andare e facile, a volte sappiamo perfettamente che qualcosa è finito, ma continuiamo a tenerlo stretto, è qui che dobbiamo assorbire l’insegnamento del Cipresso. Ogni volta che osservo il Cipresso mi ricorda che la crescita spirituale non consiste nel fuggire dalla materia per cercare qualcosa di più alto, al contrario, più vogliamo elevarci, più abbiamo bisogno di radici profonde.

Il legame fra Gufo e Cipresso:

Qui il simbolismo diventa particolarmente affascinante, il Gufo vede nell’ombra, il Cipresso attraversa l’ombra, uno porta consapevolezza, l’altro trasformazione. Il Gufo dice “Guarda” il Cipresso risponde “Lascia andare”. Insieme raccontano un percorso iniziatico, prima vedo ciò che non volevo vedere, poi lo riconosco, lo accolgo, lo elaboro, e infine lascio che una parte di me cambi. Questa è la vera trasformazione, non diventare qualcun altro. Ma diventare finalmente ciò che siamo quando smettiamo di combattere contro ciò che siamo stati.

Il Gufo può diventare uno specchio simbolico quando siamo chiamati a vedere una verità, il Cipresso può accompagnarci quando stiamo attraversando una perdita, una chiusura o una trasformazione. E quando compaiono entrambi, presterei attenzione soprattutto a una domanda: “Cosa sto vedendo, ma non sto ancora accettando di lasciare andare?”

Una chicca poco conosciuta che vi condivido… C’è un particolare del Gufo che trovo straordinariamente affascinante, il suo volo è sorprendentemente silenzioso, la struttura delle sue piume contribuisce a ridurre il rumore prodotto dall’aria durante il volo, simbolicamente, trovo questa caratteristica meravigliosa. Il Gufo non ha bisogno di annunciarsi per arrivare, questo mi ricorda una verità che spesso dimentichiamo: le trasformazioni più importanti della nostra vita non sempre fanno rumore, a volte cambiano in silenzio, nessuno se ne accorge. Anche il Cipresso nasconde una curiosità interessante: la sua forma slanciata non è soltanto estetica, è legata alla crescita e alla struttura della pianta e gli permette di assumere quella caratteristica silhouette verticale che ha alimentato per secoli il suo valore simbolico. Questo è il suo insegnamento più bello: Rimanere verticali non significa non essere stati piegati dalla vita, significa scegliere di rialzarsi.

Alleanza Gufo e Cipresso… Se dovessi racchiudere l’alleanza tra questi due simboli direi: Vedi, comprendi, lascia andare, trasformati, il Gufo insegna a non aver paura dell’oscurità. Il Cipresso insegna a non aver paura della fine. Insieme ricordano che l’ombra non è necessariamente il luogo in cui ci perdiamo, può essere il luogo finalmente dove incontriamo noi stessi.

Piccolo rituale simbolico in aiuto all’introspezione:

In un momento tranquillo, accendi una candela e siediti vicino ad un albero (se possibile), preferibilmente un Cipresso, oppure visualizza l’immagine di un Cipresso e un Gufo. Respira lentamente e poniti le domande: Cosa devo vedere? Cosa devo accettare? Cosa devo lasciare andare?

Non cercare una risposta immediata, ascolta, perché il Gufo insegna l’ascolto, e il Cipresso insegna il distacco. Alla fine scrivi su un foglio ciò che senti di dover lasciare andare e conservalo per qualche tempo. Questo non cambia magicamente la realtà, sei tu che attraverso questo piccolo rituale dichiari a te stesso di essere pronto a cambiare il rapporto con la realtà. Ed è qui la pratica spirituale diventa autentica.

Ciò che l’ombra vuole insegnarci

Non dobbiamo sempre avere fretta di uscire dall’ombra, dobbiamo semplicemente imparare a starci dentro senza perderci. Il Gufo insegna a guardarla, il Cipresso insegna ad attraversarla, uno ci dona occhi per vedere, l’altro radici per resistere. Questo è il vero significato della loro alleanza.

La luce non è l’assenza dell’ombra, la luce è la consapevolezza che nasce quando smettiamo di aver paura di guardarla. Considero la natura una maestra che non urla mai le proprie risposte, le sussurra, sta a noi imparare ad ascoltare, perché forse il Gufo non arriva per dirci cosa accadrà, e il Cipresso non arriva per dirci cosa perderemo, forse arrivano entrambi per ricordarci una cosa più importante: Qualunque cosa la vita ci chiede di lasciare morire, dentro di noi esiste sempre qualcosa che può scegliere di rinascere. E quando impariamo a guardare nell’oscurità senza più scappare, scopriamo che l’ombra non era lì per divorarci, era lì per mostrarci la strada verso la nostra Luce.
Shielan Russo

L’autore

Shielan Russo

Shielan Russo Da oltre trent’anni coltiva una sensibilità profonda verso l’essere umano, la natura e il mondo sottile. Formata come OSS e volontaria nel 118, ha maturato esperienza nel sociale e nell’ascolto delle fragilità. Oggi unisce percorso personale, competenze professionali e rimedi naturali per accompagnare le persone verso equilibrio, benessere e riconnessione tra mente, corpo e anima.
Instagram: russo_tamara_1982
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