The Witchcraft Magazine

Il simbolo di Plutone e la Nigredo

Pierluca Zizzi Pierluca Zizzi

La Nigredo: Buio Iniziale e discesa nell’Inconscio
Io e il vecchietto saliamo sulla barca, ci sistemiamo e ci guardiamo con blanda curiosità. L’imbarcazione lascia la riva dondolando al ritmo della spinta. Ma chi la conduce? è un tipo altissimo, avvolto da un mantello che lo copre fino ai piedi, spinge una pertica nelle acque oscure della caverna e ci guida nei budelli sotterranei.
Vediamo pochissimo, l’unica luce è quella di una lanterna appesa alla poppa del barcone sgangherato, il vecchietto mi scruta e studia il barcaiolo che si sottrae alla sua analisi, non contento torna su di me e dice: “tutto tipico del nero, siamo in piena putrefazione, ja?”
Accento tedesco, lo guardo e forse ho capito quello che intende, ha una faccia abbastanza quadrata, occhialetti retrò, due sottili baffetti e una capigliatura bianchissima e rada che evidenzia l’aria intelligente, mi pare un ingegnere, ma non ci azzecco mai.
“Stiamo navigando verso i meandri della terra, verso il nero, intende questo?”
Lui scuote il capo di pochi centimetri e mi risponde: “Nein, nicht genau das (No, non esattamente questo). Vede questa è la discesa verso la dissoluzione delle strutture che abbiamo lasciato fuori dalla caverna, stiamo scendendo nell’inconscio!”
Mi prende un moto d’orgoglio, ora al tedesco gli faccio vedere io chi sono.
“Certo, anticamente la chiamavano alchimia, la prima tappa è la nigredo, la fase nella quale si ha la calcinazione, la decomposizione, senza quella non si concima per arrivare alle altre due fasi e non nascono albedo e rubedo. All’inizio si ha uno smantellamento delle cert…”, ma vengo interrotto da uno scossone della barca, siamo arrivati oltre i meandri del nero lago sotterraneo e il traghettatore ci indica la riva, non parla, la sua mano pallida ha unghie nere, il volto rimane celato sotto gli stracci. Sbarchiamo.
L’ingegnere sembra cercare qualcosa o qualcuno mentre camminiamo verso il fondo della caverna e scendiamo una scalinata di roccia illuminata da torce appese alle pareti.
“Posso esserle utile?” gli chiedo poco convinto, anche io mi sento inquieto e spaventato.
“Nein, dobbiamo affrontare le ombre, ma non le vedo. Nessuno può farlo per qualcun’altro”.
Decisamente non è un ingegnere, forse prima di morire faceva l’educatore? Mi accorgo allora che do per sottinteso che io e lui siamo morti e stiamo scendendo nei meandri infernali, che brutta avventura. Scendiamo, fa freddo e la scalinata naturale si allarga in una caverna piena di persone.
“Eccole!” dice il maestrino.
Altro che persone, sono ombre con volti umani e si avvicinano, ci toccano, ci parlano ma soprattutto ci accusano.
“Non vali nulla” mi dice una lontana cugina morta vent'anni fa, il mio compagno di viaggio viene apostrofato in tedesco da un tipo pelato con una barba bianca e l’aria più seria della compagnia, gli sventola un grosso sigaro davanti alla faccia e lo usa come fosse un pene.
Mister occhialetti gli dice incazzato “Carl, lo so che quel sigaro non è solo un sigaro, ne avevamo già discusso, ora vai all’inferno tu e la tua libido, e che cazzo!!”.
Scappiamo, o meglio ci tentiamo, le ombre ci anticipano, siamo lentissimi, quelle continuano a parlare e conoscono tutti i nostri punti deboli. Io piango disperato, sono annullato dalle mie paure, vivo le debolezze più profonde, le incertezze che avevo dimenticato. L’umiliazione dell’editore che mi rifiuta, vengo scelto per ultimo al campetto di calcio, una donna mi dice che non sono abbastanza uomo, mia madre mi dice che l’ho delusa… per l’ennesima volta.
Quando la disperazione sta per vincere le ombre si allontanano, giusto il tempo di capire che le abbiamo create noi e che le avevamo rifiutate, dimenticate e seppellite come le nostra due anima all’inferno. Ci accasciamo, io e baffetto, la terra ci sostiene, ci rimane solo il corpo e la struttura di quella terra oscura dalla quale, forse, non scapperemo mai.
“E adesso?” chiedo all’anziano.
“Abbiamo capito quello che non ci serve più, eliminato il vecchio, le impurità della nostra anima, le paure. Non è mai facile!”. Il tedesco vuole scherzare? È difficilissimo, roba da eroi epici. Ora che ci penso ha un accento stranissimo, forse con una punta di francese. Boh.
Intanto un’ombra si allunga su noi due. Ancora sofferenza? E invece no, viene proiettata da una creatura alta e sottile, grigia, certamente minacciosa. Ci dà una mano ad alzarci, la pelle è di metallo, fredda e grigia, sento odore di piombo fuso e terra da cimitero.
Il mostro si siede su un trono fatto tutto di ossa e ci dice di avvicinarci. Dei corvi pasteggiano con pezzi di carne e saltellano gracchiando.
“È la notte oscura dell’anima!” mi spiega il professore, “ma sta finendo?” chiedo io.
“Finisce sempre, nulla dura in eterno. Ora siamo trasformati, abbiamo visto l’inferno e siamo pronti per il purgatorio, forse per il paradiso”.
“Sarà, ma lui sembra il Diavolo” aggiungo cinico.
“Plutone!” mi corregge l’imponente figura, “il piacere è tutto mio!”. Ora il cinico è lui.
Occhi neri, pelle plumbea, veste scura, lineamenti di metallo fuso, una statua concepita per spaventare. Sa tutto di noi, lo capisco da come ci guarda. Il mostro mi indica e mi fa segno di avvicinarmi con il dito unghiuto a mo' di amo da pesca. Abbocco.
Nella sua mano c’è un oggetto fatto di piombo, una specie di bicchiere con una biglia dentro, proprio simile ad un certo disegno che dovreste riconoscere. Lo prendo e guardo il professore e Plutone non capendo. Diventano affabili, quasi simpatici.
“Vedi”, dicono quasi all’unisono, ma continua solo mr baffetto ”Caronte ci ha portato fin qui perché noi siamo Caronte, io, te, lui, tutti!”
“L’ho capito” dico impaziente, “e sto simbolo?”
“Il signore di questo luogo, Plutone… “ e lo indica come se non avessi capito nulla “ …ci vuole far purificare fino a farci produrre l’oro alchemico. Dal caos e dal dolore nasce la Pietra Filosofale per chi sa distillare il tartaro e produrre la luce. Insomma, rivelare l’anima. Nessuno può farlo per noi, ma questo lo sai già”.
Continua “più vai a fondo e più ti innalzi. Nella misura in cui riusciamo a scendere in profondità, a incontrare i nostri limiti, blocchi, ombre e a trasformarle senza farci inghiottire dalla paura, abbiamo la possibilità di ritornare a galla più forti ed evoluti. Il buio della nigredo non è dunque la fine, ma l’inizio di un processo di trasformazione profonda che come Caronte ci traghetta da una sponda di dolore a una di senso, libertà e bellezza. L’inizio di una nuova vita interiore. Chiaro?”.
“Abbastanza”, guardo entrambi, sembrano comprensivi. “Ma il simbolo? Che vuol dire?”
“Quello lo scriverai nel box allegato a questa rivista!”
“Cooosa???”, sono basito.
Plutone mi da una pacca sulla spalla, sento freddo, ridacchia. Indica a me l’uscita della caverna. Al professore non dice nulla? Capiscono la domanda e questa volta parla l’umano.
“Pierluca io sono morto nel 1961, tu devi tornare e finire questo articolo, che sei anche in ritardo. Porta il simbolo con te, fallo pubblicare e dai istruzioni su come usarlo, vedrai che andrà tutto bene!”
Sono commosso. Gli dò la mano e anche se il vecchietto già mi conosce mi presento “Ciao, sono Pierluca Zizzi, un simbolista e un tarologo, e molto altro… ma tu lo sai, sei una mia proiezione!”
“Piazere”, e lo dice apposta con quello strano accento che riconosco appena.
“Carl Gustav Jung, e non sono tedesco, sono svizzero”.
Mi sveglio tutto sudato. Fa un caldo assurdo, che incubo quello di Plutone, Jung e Freud con il suo sigaro, lo ricorderò per sempre.
Faccio colazione e scrivo questo articolo, oppure è lui che scrive me?
Il simbolo di Plutone e come utilizzarlo
Il simbolo che vedete nel box è stato preferito alla sua versione più famosa, quello con la croce in basso. Tale scelta è dettata da motivi energetici e di utilizzo pratico del simbolo nella pratica meditativa che leggerete in seguito. Per completezza si allega anche il simbolo con la croce che può essere usato in alternativa a quello con le due circonferenze.

Pierluca Zizzi - Diano Migliano

Pierluca Zizzi

L’autore

Pierluca Zizzi

Pierluca Zizzi (Torino, 1970) è game designer, scrittore e divulgatore. Dopo una laurea in architettura e un decennio di professione, ha scelto di dedicarsi alla creatività, pubblicando oltre trenta giochi da tavolo e otto libri di spiritualità, alcuni diventati best seller. È autore di mazzi di tarocchi di grande successo internazionale e tiene corsi e conferenze su simbolismo, tecniche energetiche ed evoluzione interiore, portando avanti ricerche sincretiche indipendenti senza legami con associazioni esoteriche.
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