The Witchcraft Magazine

La Grande Opera: l’Albedo

Daniele Salici Daniele Salici

L’Albedo (bianchezza in latino) è una delle tre fasi alchemiche, successiva alla Nigredo e precedente alla Rubedo. Nel simbolismo chimico corrisponde alla distillazione, mentre sul piano filosofico rappresenta la liberazione dell'anima dai legami della materialità. Uno dei simboli principali dell’Albedo è il cigno, che si muove sull’acqua senza intorbidirla: esso evoca l’eleganza fluida, il bianco immacolato, la purezza ottenibile solo attraverso la purificazione. Una citazione attribuita al Rosarium Philosophorum, un testo alchemico del XVI secolo, descrive poeticamente la fase dell’Albedo:

“Post nigredinem venit albedo, quae est animae purificatio.” 

“Dopo la Nigredo viene l’Albedo, che è la purificazione dell’anima.” 

Dopo esserci resi consapevoli, attraverso la Nigredo, delle nostre ombre interiori – desideri, esaltazioni dell’ego e ossessioni – in questa fase dobbiamo lavorare su di esse per trasmutarle e interrompere la loro proiezione negativa sulla nostra quotidianità.

Seguendo la simbologia antica, possiamo osservare come all’Albedo vengano associate la Luna, Venere, l’alba, la rosa bianca, l’argento, l’acqua. La Luna simboleggia la femminilità, la calma e l’illusione creata dai suoi stessi riflessi: la flemma diviene essenziale per allentare, sino a dissolvere, quegli stati di ombra della mente, identificabili con il nostro ego. Venere, altro simbolo femminile, viene paragonata a “Lucifero”, suo antico nome, che la designa come portatrice della luce della conoscenza, ispirazione e creatività. Come stella del mattino, si associa all’alba, simbolo di rinascita.

La luce, di cui abbiamo parlato finora, è lo splendore della saggezza, la consapevolezza vigile che dobbiamo avere per sorvegliare il nostro ego. Dopo aver attraversato la Nigredo, abbiamo scacciato l’ottenebramento causato dall’ignoranza del nostro sé. Ora comprendiamo che la causa del nostro legame alla materia è il nostro ego, che si mette al centro di ogni cosa, schiavo di desideri e stati emotivi che ci portano all’attrazione o alla repulsione, vincolandoci inconsciamente a qualsiasi oggetto della nostra attenzione.

Con pazienza e rilassata diligenza, senza mutarla in un’altra ossessione, possiamo lasciare andare il nostro sé finché non perderà forza. Gli istinti essenziali sono sempre da ascoltare, anche se possono essere influenzati dal nostro sé. Non possiamo smettere di mangiare per controbattere il fatto che siamo dei golosi: il risultato sarebbe opposto a quello che desideriamo. Lo stesso vale per gli altri istinti primari: non devono essere repressi, perché prima o poi torneranno nelle nostre vite con una forza tale da essere ingestibili. Calma, flemma e moderazione sono virtù da apprendere e usare quando necessario.

Saper imporsi, essere assertivi, saper tenere testa agli eventi senza farsi prendere dal panico o dall’ira, o mantenere una posizione neutrale, sono comportamenti da saper padroneggiare al momento giusto. L’importante è non essere trascinati nelle trappole del nostro sé, e saper mantenere un distacco consapevole.

Non possiamo esimerci dal vivere la vita che abbiamo davanti; l’importante è farlo con coscienza, senza essere in balia degli istinti e dei desideri. Questo stato è rappresentato dalla rosa bianca: petali immacolati, intonsi e puri, che spargono profumo – la nostra parte spirituale – sorretti e nutriti da un gambo sottile, coriaceo e spinoso, privo delle qualità del fiore – la nostra parte materiale. In Oriente vi è un simbolo simile, il fior di loto.

In questa fase alchemica, il piombo della Nigredo viene trasmutato nell’argento dell’Albedo, metallo della Luna, riflesso dell’oro della Rubedo e metallo del Sole. Se nella Nigredo il momento chiave è l’iniziazione – il primo passo per scacciare l’ottenebramento mentale – nell’Albedo il risultato fondamentale è la purificazione. Questa pulizia interiore è una vera resurrezione dello spirito ed è l’aspetto essenziale di tutta la fase.

Se non ci rendiamo conto delle nostre zone d’ombra interiori, esse rimangono invisibili e inattaccabili e non abbiamo la possibilità di affrontarle. Purificarle è il metodo per correggerle e sconfiggerle. L’acqua è l’elemento principe: nell’aspetto chimico dell’alchimia, essa viene esaltata per il suo valore purificatore e perché il risultato di questa fase è la creazione di un liquido vitale simile all’argento vivo – il mercurio – chiamato elisir di lunga vita.

Come sempre sottolineo, tutti i composti chimici dell’alchimia hanno una valenza simbolica, non funzionale: a seconda dello stato, sono inerti, tossici, molto acidi o letali. Quindi, non sognate di replicare pratiche come in Cina, dove l’alchimia waidan – prettamente chimica e non spirituale – causò la morte di diversi imperatori per avvelenamento da elisir alchemico.

In sintesi, l’Albedo rappresenta la liberazione dalle catene della materia, sia corporale sia mentale, attraverso la purificazione/distillazione del legame con il nostro sé. È quindi una pratica basata sulla riflessione e sul confronto tra il nostro comportamento e quello degli altri. Solo in questo modo possiamo comprendere chi siamo e che cosa vogliamo, senza l’intervento di quell’ombra che chiamiamo ego. È un processo lento in cui non si deve avere fretta; i risultati si ottengono col tempo. Dal punto di vista chimico, quest’ultima parte corrisponde alla distillazione.

Essendo un bevitore, anche se moderato, mi viene da fare un paragone profano: nella distillazione della grappa vengono gettate la testa e la coda del prodotto distillato per conservarne il cuore, parte pura e priva di veleni. Una perfetta rappresentazione di questa fase alchemica.

Daniele Salici

Daniele Salici

L’autore

Daniele Salici

Il mio nome è Daniele Salici, sono stato campione italiano di pistola ad aria compressa, chef stellato e direttore tecnico di Combattimento Medievale Europeo. Da sempre coltivo ricerche storiche ed esoteriche, interessandomi a misteri e leggende legate ad Atlantide e seguendo studi con parapsicologi, maestri occidentali, guru e sciamani. Come scrittore mi definisco un folle razzolatore di parole, che ama trasformare esperienze di vita in racconti avventurosi.
Scopri tutti gli articoli
INSTAGRAM

Prepara la condivisione

Copia il testo, poi usa il menu di condivisione del telefono e scegli Instagram.

Scarica immagine