Nei miei precedenti articoli Nigredo e Albedo, abbiamo già riportato alcune definizioni storiche e filosofiche dell’alchimia, che non è stata solo precursore della chimica moderna, ma operava attraverso varie vie unendo fisica e metafisica.
La Grande Opera poi assumeva connotati mistici e soteriologici, cioè di liberazione dalla condizione umana mortale e grezza.
Le Fasi Principali delle trasformazioni e trasmutazioni alchemiche erano rappresentate da certe variazioni o viraggi cromatici, un po’ come si fa oggi con il numero di colore a riguardo delle particelle quantistiche.
Queste tinte erano in correlazione con un iniziale processo di annerimento (melanosi) un passaggio di imbiancamento della materia prima (leucosi) e poi la maturazione o arrossamento (iosi) alcune fase intermedie erano la cianeditas, la citrinitas, la viriditas,
Gli antichi alchimisti per motivi vari di segretezza e tutela nonché operare attraverso la mente profonda che risponde ai simboli, all’arte e gli enigmi, possedeva un linguaggio oscuro ed ermetico al fine di proteggere l’Opera dai profani.
Ad esempio la scritta Alchimia Misteria Villa - La misteriosa città è l’Alchimia. – L’Acrostico VITRIOL da me perfezionato in VITRIOM e VITRION hanno dei procedimenti e chiavi di lettura ben specifici.
Vi sono tre tipi di lavoratori secondo l’arte dell’Alchimia, che sono gli Alchimisti, i Lauchimisti e i Lacrimisti. Quest’Arte è un nemico per la gente profana, non è necessariamente per uomini poveri e bisognosi ma è piuttosto ostile per essi. «Aurum nostrum non est aurum vulgi.» «Il nostro oro non è l'oro del volgo.»
Non tutti quelli che dicono “Prendere, Prendere”, entreranno in quest’arte, poiché uno solo è ricevuto, ed un corpo non entra in un altro. “Prendere, Prendere” ha creato molti errori; quindi, il primo lavoro è dissolvere la materia della pietra, ovvero, Mercurio non comune.
La stolta interpretazione delle parole dei Filosofi secondo la lettera non conduce alla verità, e si dice quindi che è una falsa scienza poiché molti hanno tentato e non hanno trovato niente, e sono allora divenuti uomini senza speranza, e hanno condannato questa scienza e disprezzato i libri ad essa relativi; e per questo la scienza li tiene in poca considerazione, poiché la nostra scienza dei segreti della natura non ha nemici eccetto gli ignoranti.
Alcuni scienziati moderni, hanno replicato la preparazione di alcune sostanze tratti da manuali di alchimia, usando gli stessi ingredienti, ma non hanno avuto lo stesso risultato. Hanno poi scoperto che per ottenere gli stessi prodotti finali dovevano usare sostanze non raffinate e impure, anziché quelle rettificate oggi disponibili dall’industria. La potassa ricavata dalle ceneri del legno non è direttamente l’equivalente del carbonato di potassio farmaceutico.
Le impurezze dei quarzi e dei diamanti caratterizzano le gemme più belle e preziose. “Drogare” cristalli porta a notevoli applicazioni tecnologiche come ad esempio ai quantum dots.
La Rubedo segna il punto d’arrivo, la meta della Grande Opera, il mortale che si cambia in immortale, metaforicamente espressa dai metalli che da grezzi, man mano acquisiscono nobiltà fino a diventare Oro. Oro è un termine che deriva da Horo, il dio falco degli antichi egizi, simbolo della supercoscienza e del corpo di diamante che ascende in dimensioni supreme dell’essere.
In termini psicologici, quindi sul piano terreno, l’arrossamento implica Compimento, armonizzazione, gioia, raccolto, individuazione del Sé, pienezza, apertura alla vita, spiritualità, armonia, tolleranza, rispetto, alleanza, pace interiore, amore universale, amore per sé stessi, accettazione, vitalità, profondità.
La rubedo è il momento del movimento dinamico degli opposti. Prendendo consapevolezza delle proprie contraddizioni, può cominciare ad assumere forma un senso di centralità. Questa tappa è caratterizzata dall’incontro con l’archetipo del Sé. Tale archetipo è la summa del percorso di individuazione, il fine dell’individuo che si dispiega avanti a lui, come un fiore che sboccia. Viene rappresentato come luce, come mandala, come quaterna, come centro e come Dio. Tale archetipo rappresenta l’individuo stesso, tutto ciò che durante la strada ha visto e ha accumulato. Se l’individuo ha incontrato il Sé significa che l’Io è allineato con esso. Non andarci incontro significa semplicemente che il percorso non è ancora terminato.
Arriviamo così al coronamento dell’opera alchemica: le nozze mistiche degli opposti, la coniuncto trascendentale. Queste nozze sono possibili solo se, in precedenza, gli opposti sono stati differenziati (spirito/materia, conscio/inconscio, luce/ombra). Gli opposti vengono riuniti in un’unità (sintesi) in cui, paradossalmente, ognuno continua ad essere ciò che è, ma divenuto parte di una più ampia totalità. Se la mano è chiusa a pugno non si stringe nulla, ma se è aperta accoglie l’infinito.
Spesso i tre colori fondamentali dell’alchimia sono applicate a fasi iniziatiche dove la veste nera simboleggia l’inizio dello stato trasformativo, il lavoro su di sé che prosegue con l’albedo e veste bianca che culmina nel viraggio della veste rossa – Nella foto quando avevo 33 anni e ho indossato la veste rossa con al collo un ciondolo tondo in oro, con inscritta una stella a 8 punte.
Pasquale Battista

