The Witchcraft Magazine

XIII - L’Arcano senza nome - La Morte

Pierluca Zizzi Pierluca Zizzi

Rilassatevi, va tutto bene, durerà poco.

Dopo ci sarà la pace e tutta la vostra vità si rigenererà. Beh, parlare di vita è un tantinello inopportuno visto quello che vi sta per succedere.

Siete legati al patibolo e il vostro collo sporge dal legno. Rasserenatevi ulteriormente, non è esattamente una ghigliottina. Una figura altissima vi si avvicina con una roncola alta più di due metri, si china per guardarvi negli occhi, scosta il cappuccio nero che le copre la testa e vi osserva.

Lei non ha occhi, non ha espressione ma sul cranio si vede chiaramente la pelle raggrinzita di una mummia. Voi tentate disperatamente di contrattare: “non ho fatto niente, giuro, non ho fatto assolutamente nulla!!”.

Lei annuisce e le grinze di pelle marroncina sembrano descrivere un sorriso, un ghigno senza pietà. Solo in quel momento capite perché state per morire, siete voi che pensate l’ultimo vostro ragionamento in questa incarnazione: “Proprio per questo mi sta decapitando, perché non ho fatto niente”. Alzate lo sguardo, per quanto vi è concesso del giogo di legno che trattiene il collo, volete vedere se la Morte vi sta ancora ascoltando, vorreste dirle che siete pronti al cambiamento e che mai e poi mai sarete passivi come lo siete stati nei mesi precedenti. Inutile, ne vedete solo i piedi scheletrici coperti da brandelli di carne mummificata mentre fanno compiere al corpo il movimento che permette a un boscaiolo di tagliare la legna su un ceppo, ma il tronco è il vostro collo.

Sentite un sibilo sottile, poi un dolore improvviso e dopo…

Dite la verità? Vi prude il collo e il vostro battito è accelerato? Bene. Ora sapete quel che si paga a non fare nulla delle vostre giornate. Uno scherzo? Forse.

Cambiamento improvviso, obbligatorio e necessario, questa è l’azione della Morte. L’Arcano senza nome, se preferite la potremmo chiamare “Lei”, Lei odia la stasi, l’immobilismo, l’equilibrio fine a se stesso, la mancanza di rinnovamento. Lei è la più grande alleata del tempo e del miglioramento, dell’affinazione, del turbinare degli eventi e delle notizie che suscitano grandi emozioni, siano esse ottime o pessime.

Permettete un’ultima freddura macabra; se la morte fosse un'azienda probabilmente venderebbe trasformazione, ma certo, mutamento di ogni stato in altro stato. Se la Morte avesse un cartellone pubblicitario in autostrada probabilmente reciterebbe così: “Forniamo gratis i nostri servizi agli automobilisti pigri e distratti. Per quelli presenti e attivi diciamo solo… arrivederci!”.

Significati tarologici

La Morte annuncia chiusure necessarie, mutamenti radicali e distacco dal passato. La sua azione pretende abbandono e consapevolezza sotto forma di rinascita futura, consapevole e autentica. Per coloro che non accettano il suo fluire la sua enorme falce agirà improvvisamente, di solito con dolore e traumi. La “fine” che l’Arcano senza nome ci propone è ciclica, poiché tutto finisce e tutto inizia ancora, ogni essere vivente, che lo voglia o meno, è concime dei nuovi nati, materia nera simile all’humus nel quale il tempo pianta il seme della vita.

Significati positivi - Liberazione, guarigione, svolta decisiva; abbandonare vecchi schemi permette crescita, chiarezza e potere personale. Favorisce rinnovamento emotivo, scelte coraggiose, tagli salutari, cicli che si chiudono per aprire opportunità più vere, allineate all’anima, destino, autenticità, evoluzione consapevole profonda, duratura, trasformativa, benefica. Indica anche forme oscure di portenti, di magia, di psichismo utile a disperdere ciò che deve finire.

Significati negativi - Indica paura del cambiamento, resistenze, perdite forzate, rotture dolorose. Blocco emotivo, attaccamento sterile, rifiuto di chiudere cicli esauriti, stagnazione, lutti interiori non elaborati, crisi, separazioni, ansia, immobilismo, negazione, ostinata, paralizzante. Sì, in alcuni casi indica morte fisica.

Significati evolutivi e spirituali

A livello evolutivo, la Morte rappresenta l’iniziazione suprema al cambiamento cosciente. Invita a morire simbolicamente per rinascere, lasciando andare identità obsolete, paure karmiche e attaccamenti egoici. Spiritualmente, insegna l’impermanenza e il ritmo sacro dei cicli, dove ogni fine contiene un seme di luce. Attraverso questa carta l’anima attraversa soglie, affronta il vuoto, purifica l’ombra e recupera autenticità. È un arcano di alchimia interiore, che trasforma il piombo dell’esperienza in oro di consapevolezza, libertà, presenza e verità incarnata, profonda, silenziosa, necessaria, guidata dall’intelligenza spirituale, accettazione, fiducia, resa, morte iniziatica, rinascita eterna consapevole. L’arcano senza nome è anche la “fine” universale di imperi, eoni, epoche umane e cicli planetari.

Simboli esoterici e misteri

Iconograficamente, l’Arcano senza Nome cela misteri profondi; lo scheletro indica verità spoglia, la falce separa l’essenziale dal superfluo. I colori parlano di putrefazione fertile e rigenerazione. Il numero XIII allude alla trasgressione dell’ordine, porta iniziatica oltre la materia. Esotericamente, la carta governa Saturno, il tempo, il karma e la dissoluzione delle forme. È guardiana delle soglie, custode dei passaggi tra mondi, dove morte e vita danzano insieme, rivelando il segreto ultimo; nulla finisce, tutto si trasforma, nell’eterno ciclo alchemico, iniziatico, oscuro, necessario, sacro, che dissolve illusioni, identità, tempo, forma, paura, rinascendo luce, cosmica, essenziale, segreta, profonda, eterna, misteriosa, assoluta.

Nella carta, sotto di Lei, vi sono teste coronate, mani e piedi mozzati, terra nera buona per accogliere chi regnava e ammonire chi è salito sul trono che fu dei morti. In ultimo, ma non meno importante, voi, noi e tutti siamo lo scheletro mummificato, operiamo in suo favore. Ogni pasto testimonia che dobbiamo mangiare qualcosa che fu vivo, uccidendolo, per essere nutriti, un giorno, la grande predatrice, ci trasformerà in cibo per l’Universo, rigenerandosi in nuova vita, in nuovo tempo.

Pierluca Zizzi

Pierluca Zizzi

L’autore

Pierluca Zizzi

Pierluca Zizzi (Torino, 1970) è game designer, scrittore e divulgatore. Dopo una laurea in architettura e un decennio di professione, ha scelto di dedicarsi alla creatività, pubblicando oltre trenta giochi da tavolo e otto libri di spiritualità, alcuni diventati best seller. È autore di mazzi di tarocchi di grande successo internazionale e tiene corsi e conferenze su simbolismo, tecniche energetiche ed evoluzione interiore, portando avanti ricerche sincretiche indipendenti senza legami con associazioni esoteriche.
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