Spiritismo

Spiritismo

Comunicazione con i defunti, medianità, sopravvivenza dell’anima e nascita moderna del dialogo con l’aldilà.

Il tavolo cominciò a rispondere quando l’Occidente credeva ormai di aver imparato a interrogare soltanto le macchine. Non era più la fossa scavata da Odisseo, né il cerchio del negromante, né il cimitero di paese dove un morto inquieto chiedeva una messa. Era una stanza domestica, una famiglia riunita, colpi uditi nel legno, lettere dell’alfabeto, domande rivolte all’invisibile con una fiducia nuova, quasi sperimentale. La morte, che per secoli aveva parlato attraverso riti, sogni, apparizioni e racconti, veniva invitata a farsi comunicazione.

Lo spiritismo nasce da questa frattura moderna. Non inventa il rapporto con i morti, perché nessuna epoca ha davvero vissuto senza morti. L’antichità conosceva necromanzie, culti degli antenati, oracoli inferi, offerte, sogni, fantasmi, revenants, anime inquiete. Il medioevo cristiano aveva anime del purgatorio, reliquie, apparizioni, suffragi e condanne della nigromantia. Il folklore popolare custodiva morti che tornano per chiedere, avvertire, riparare, disturbare. Ma lo spiritismo fa qualcosa di diverso: tenta di trasformare il contatto con i defunti in un sistema moderno, ripetibile, discutibile, osservabile, dotato di medium, dottrina, sedute, fenomeni, libri, riviste, società e controversie.

Corso Il linguaggio dei Tarocchi

Corso:Il linguaggio dei Tarocchi

Docente: Laura Scordato

Data inizio corso: 20/10/2026

Approfondisci

Per questo lo spiritismo non è semplicemente una versione più recente della necromanzia. La necromanzia, nel senso più rigoroso, è divinazione attraverso i morti: il vivo interroga il defunto per ottenere un responso. Lo spiritismo, invece, nasce come dottrina e pratica della comunicazione con gli spiriti, fondata sull’idea che l’anima sopravviva alla morte e possa, in certe condizioni, manifestarsi ai vivi. Il suo centro non è sempre la consultazione oracolare; spesso è la prova della sopravvivenza, la consolazione del lutto, l’istruzione morale, la comunicazione fra due stati dell’esistenza. Il morto non viene soltanto chiamato perché sappia qualcosa. Viene cercato perché continua a essere.

Questa differenza è decisiva. Nel mondo necromantico antico il morto è spesso una figura eccezionale: il profeta Tiresia, l’ombra di Enkidu, il defunto inquieto, il morto senza sepoltura, l’antenato da placare, lo spirito da interrogare. Nel mondo spiritista, invece, la comunicazione tende a farsi più ampia e democratica. Non solo eroi, profeti, santi o morti potenti; anche padri, madri, figli, amici, sconosciuti, spiriti ordinari, anime in evoluzione. L’aldilà non è più soltanto un regno remoto da raggiungere con rito straordinario. Diventa una dimensione comunicante, talvolta vicina, talvolta organizzata secondo gradi, leggi morali e possibilità di progresso.

Lo spiritismo moderno nasce nella metà dell’Ottocento, in un clima attraversato da tensioni profonde. Da un lato la modernità scientifica, il positivismo, l’elettricità, il magnetismo, le nuove tecnologie della comunicazione, la fotografia, la stampa di massa, la fiducia crescente nei fenomeni osservabili. Dall’altro lato il lutto, la crisi delle certezze religiose tradizionali, il bisogno di prove, il desiderio di non consegnare i morti a un silenzio assoluto. È in questo spazio che il tavolo comincia a battere. Lo spiritismo è moderno non malgrado il suo interesse per l’aldilà, ma proprio perché vuole interrogare l’aldilà con strumenti, sedute, protocolli, testimonianze, classificazioni.

Il suo paradosso è tutto qui. Esso appare, a prima vista, come ritorno dell’arcaico: morti che parlano, case infestate, presenze invisibili, medium, trance, apparizioni, messaggi. Ma la sua forma è profondamente moderna. Non si limita a ripetere l’antico culto dei morti. Non coincide con la necromanzia dei grimori. Non resta confinato nel folklore. Entra nei salotti, nelle riviste, nelle società di ricerca, nei dibattiti pubblici. Viene discusso da scienziati, letterati, religiosi, medici, illusionisti, filosofi, giornalisti, truffatori, credenti, scettici. Pochi fenomeni dell’occulto moderno hanno abitato con tanta insistenza il confine fra fede, esperimento, spettacolo e desiderio.

La scena originaria, almeno nella narrazione più nota, è quella delle sorelle Fox, negli Stati Uniti, nel 1848. I colpi misteriosi nella casa di Hydesville, le risposte ottenute attraverso un codice, la fama improvvisa, le dimostrazioni pubbliche, la nascita di un movimento che attraverserà l’America e l’Europa: tutto questo appartiene ormai al mito fondativo dello spiritismo moderno. Come ogni mito fondativo, anche questo è problematico, attraversato da confessioni, ritrattazioni, sospetti di frode, ricostruzioni e interpretazioni divergenti. Ma la sua importanza storica rimane. Con le Fox, il morto non è più soltanto apparizione privata o racconto locale. Diventa evento mediatico.

Da lì la comunicazione spiritica si diffonde con una velocità sorprendente. Tavoli giranti, colpi, planchettes, scrittura automatica, trance, medium, sedute domestiche, circoli, dimostrazioni pubbliche. Il fenomeno sembra adattarsi perfettamente alla società borghese ottocentesca. Il contatto con l’aldilà non richiede necessariamente un sacerdote, un tempio, un necromante o un luogo infero. Può avvenire in casa, attorno a un tavolo, fra parenti, amici e curiosi. La morte entra nel salotto. E il salotto, con le sue regole di conversazione, di rispettabilità e di spettacolo, modifica il modo stesso di immaginare i morti.

Il tavolo girante è un simbolo potentissimo di questa trasformazione. È un oggetto domestico, familiare, quotidiano. Ma durante la seduta diventa interfaccia con l’invisibile. Batte, si muove, si inclina, risponde, sembra animarsi. Non ha la terribilità del cadavere evocato da Eritto, né il carattere sacrale della tomba, né la complessità del cerchio cerimoniale. È un mobile di casa che improvvisamente smette di appartenere soltanto alla casa. In questo slittamento sta molta della forza dello spiritismo: rendere l’aldilà contiguo alla vita ordinaria.

La tavoletta Ouija, che arriverà più tardi come oggetto commerciale, porterà questa logica alle estreme conseguenze. Planchette, lettere, numeri, sì, no, arrivederci: la comunicazione con gli spiriti viene trasformata in dispositivo semplice, vendibile, replicabile, perfino ludico. Non è un caso che la Ouija venga spesso percepita con ambivalenza: gioco e strumento, divertimento e pericolo, prodotto commerciale e oggetto occulto. Essa appartiene più allo spiritismo e alla cultura moderna della comunicazione che alla necromanzia storica, ma ne conserva il nucleo inquietante: la domanda rivolta a chi non dovrebbe rispondere.

In Europa, lo spiritismo si sviluppa in forme diverse. In Francia trova la sua grande sistemazione dottrinale con Allan Kardec, pseudonimo di Hippolyte Léon Denizard Rivail. Con Kardec lo spiritismo non resta soltanto fenomeno da salotto. Diventa filosofia spirituale, dottrina morale, pedagogia dell’anima, sistema di comunicazione e classificazione degli spiriti. Il Libro degli Spiriti e Il Libro dei Medium costruiscono un universo ordinato, nel quale gli spiriti hanno gradi, il progresso morale continua oltre la morte, la reincarnazione diventa parte essenziale della visione, il medium è strumento da disciplinare e il contatto richiede discernimento.

Kardec è fondamentale perché sottrae lo spiritismo al puro meraviglioso, almeno nelle intenzioni. Non gli basta dire che i tavoli si muovono o che i morti parlano. Vuole comprendere chi parla, con quale grado di affidabilità, secondo quali leggi, con quale utilità morale. Da questo punto di vista, lo spiritismo kardecista è molto diverso dal semplice gusto per il fenomeno. Non cerca solo apparizioni. Cerca una dottrina della sopravvivenza e dell’evoluzione spirituale. La morte non è il termine della persona, ma una tappa. Lo spirito non è statico; procede, apprende, si purifica, comunica.

Questo distingue lo spiritismo anche dal culto tradizionale dei morti. Nel culto degli antenati il defunto resta spesso legato alla casa, alla stirpe, al luogo, alla memoria familiare. Nel sistema kardecista, invece, lo spirito appartiene a una pedagogia cosmica. Può comunicare, ma non è necessariamente inchiodato alla propria identità terrena. È parte di un percorso più vasto. La comunicazione non serve solo a sapere che il morto “c’è”, ma a comprendere la legge morale dell’esistenza. In questo senso Kardec trasforma il lutto in una filosofia della continuità.

Lo spiritualismo anglosassone, pur vicino allo spiritismo per molti aspetti, non coincide sempre con il kardecismo. In area britannica e americana il termine “spiritualism” indica spesso il movimento che afferma la possibilità di comunicare con i defunti attraverso medium, ma non necessariamente accoglie la dottrina reincarnazionista di Kardec. Le differenze terminologiche sono importanti. In italiano “spiritismo” tende spesso a inglobare fenomeni e dottrine diverse; in realtà bisogna distinguere spiritismo kardecista, spiritualismo moderno, medianità, occultismo, parapsicologia e channeling. La sezione dovrà procedere proprio da queste distinzioni.

La figura del medium è il centro operativo dello spiritismo. Il medium non è semplicemente un mago, né un sacerdote, né un necromante. È un intermediario, una persona ritenuta capace di ricevere, trasmettere o manifestare comunicazioni provenienti dagli spiriti. Può farlo mentalmente, attraverso intuizioni, parole interiori, visioni, chiarudienza, scrittura; oppure fisicamente, attraverso colpi, movimenti di oggetti, materializzazioni, apporti, voci dirette, fenomeni luminosi o corporei. La medianità è il luogo in cui lo spiritismo si fa esperienza.

Ma proprio qui nasce il problema del discernimento. Se il medium è un tramite, chi garantisce l’origine del messaggio? Come distinguere spirito, inconscio, suggestione, frode, automatismo, desiderio, telepatia, teatralità, errore interpretativo? Kardec affronta il problema con grande insistenza, distinguendo spiriti più o meno elevati, comunicazioni serie e frivole, medium più o meno affidabili. La psicologia moderna, da parte sua, introdurrà altre categorie: dissociazione, automatismo, ideomotor effect, inconscio, stati alterati, costruzione del significato nel lutto. La questione resta aperta, ed è proprio questa apertura a rendere lo spiritismo un campo tanto affascinante quanto delicato.

L’Ottocento è anche il secolo in cui lo spiritismo incontra il positivismo. A prima vista sembrerebbe un contrasto: il secolo della scienza e il secolo dei fantasmi. In realtà le due cose si intrecciano. Molti spiritisti non si percepiscono come nemici della scienza, ma come esploratori di un campo ancora non compreso. Vogliono prove, esperimenti, osservazioni, testimonianze, fotografie, registrazioni, controlli. Il soprannaturale viene spesso riformulato come naturale ignoto. Non “miracolo”, ma fenomeno. Non “fede cieca”, ma indagine. Naturalmente questa pretesa produce scontri, illusioni, frodi smascherate, entusiasmi ingenui e ricerche sincere. Ma storicamente è essenziale: lo spiritismo è anche un tentativo di portare i morti nel laboratorio della modernità.

Da questa tensione nascerà, almeno in parte, la ricerca psichica e poi la parapsicologia. La Society for Psychical Research, le indagini sui medium, gli studi su telepatia, apparizioni, sopravvivenza, scrittura automatica, poltergeist, chiaroveggenza, psicocinesi, fino agli esperimenti di Rhine nel Novecento, appartengono a una storia che non coincide più con lo spiritismo religioso, ma ne eredita molte domande. Il problema diventa: quali fenomeni possono essere osservati? Quali spiegazioni alternative esistono? Che cosa resta dopo aver escluso frode, errore e suggestione? Questa domanda attraversa ancora oggi il campo del paranormale.

Lo spiritismo, però, non è soltanto storia di sedute e medium celebri. È anche una forma moderna del lutto. La sua diffusione si intreccia con guerre, epidemie, mortalità infantile, perdite familiari, crisi religiose. Molte persone non cercavano un sistema filosofico, ma una voce. Volevano sapere se il figlio, il marito, la madre, l’amico, il bambino morto troppo presto continuassero a esistere. Lo spiritismo offriva una risposta radicale: non solo continuano, ma possono comunicare. Questa promessa, autentica o illusoria che la si giudichi, ebbe una forza enorme.

È qui che lo spiritismo mostra il suo volto più umano e più rischioso. Umano, perché prende sul serio il bisogno di relazione oltre la morte. Rischioso, perché proprio quel bisogno può essere manipolato. La storia dello spiritismo è piena di medium sinceri, medium ambigui, medium fraudolenti, illusionisti che smascherano, investigatori che credono, scienziati che dubitano, famiglie che trovano conforto, persone che cadono in dipendenza. Non si può raccontare lo spiritismo né come pura frode né come pura rivelazione. Entrambe le semplificazioni tradiscono la complessità del fenomeno.

La sezione dovrà quindi mantenere una doppia fedeltà. Da un lato, fedeltà storica: fonti, contesti, nomi, date, opere, fenomeni, controversie. Dall’altro, fedeltà umana: rispetto per il lutto, per le credenze, per le esperienze, ma anche chiarezza contro l’abuso. Dopo il lavoro fatto sulla necromanzia, non possiamo permetterci una pagina spiritista che cada nel sensazionalismo. Parlare con i morti non è un gioco innocente quando qualcuno piange davvero. E non è nemmeno un argomento da liquidare con una risata, se si vuole comprendere la storia dell’occulto moderno.

La differenza fra spiritismo e medianità va chiarita subito. Lo spiritismo è un movimento, una dottrina o un insieme di pratiche e credenze legate alla comunicazione con gli spiriti e alla sopravvivenza dell’anima. La medianità è la facoltà, reale, presunta o interpretata, attraverso cui questa comunicazione avverrebbe. Si può parlare di medium in contesti non strettamente spiritisti; si può avere una dottrina spiritista che classifica vari tipi di medium; si può avere medianità popolare, religiosa, esoterica, artistica, visionaria, senza aderire al kardecismo. Confondere tutto sotto un’unica parola rende impossibile capire.

Anche il channeling moderno andrà distinto. Esso eredita qualcosa dalla medianità spiritista, ma spesso non comunica più con i defunti. Canalizza guide, maestri, entità cosmiche, coscienze superiori, esseri multidimensionali. Il linguaggio cambia: meno tavolo, meno defunto familiare, più messaggio spirituale universale. Anche qui la continuità non è identità. Lo spiritismo classico chiede: i morti sopravvivono e possono comunicare? Il channeling chiede spesso: quali entità o intelligenze superiori parlano attraverso il canale? Sono domande imparentate, ma non sovrapponibili.

La parte sui fantasmi e sulle dimore infestate avrà un posto specifico. Un haunting non è necessariamente una seduta spiritica. È spesso una manifestazione spontanea, legata a un luogo, a una casa, a un oggetto, a una memoria o a un trauma. Poltergeist, oggetti infestati, doppelgänger, fantasmi animali, case maledette, appartengono a un registro fenomenologico e folklorico diverso dalla dottrina spiritista, ma lo spiritismo ha spesso fornito strumenti per interpretarli. Là dove il folklore diceva “c’è un’anima”, lo spiritismo può dire “c’è uno spirito comunicante” o “una presenza legata alla materia”. La parapsicologia, invece, potrà proporre ipotesi psicocinetiche, telepatiche o psicologiche. Lo stesso fenomeno cambia volto secondo la cornice.

Le tecnologie dell’aldilà, infine, rappresentano l’ultima metamorfosi moderna del tavolo parlante. Fotografia spiritica, registrazioni di voci, EVP, spirit box, transcomunicazione strumentale, video, app, dispositivi digitali: l’idea è sempre la stessa e sempre nuova. Se i morti possono comunicare, forse possono farlo attraverso i mezzi tecnici del tempo. Nell’Ottocento il colpo sul tavolo e il telegrafo sembrano appartenere alla stessa epoca dell’elettricità invisibile. Nel Novecento la voce registrata diventa prova possibile. Nel presente, lo schermo e il digitale offrono nuove superfici di apparizione. La tecnologia non elimina il fantasma. Gli dà un altro supporto.

Questo percorso rende lo spiritismo una sezione necessaria dopo la necromanzia. La necromanzia ci ha mostrato il rapporto con i morti nella sua dimensione antica, rituale, divinatoria, cerimoniale, folklorica ed etica. Lo spiritismo ci porta nel moderno, dove il problema si sposta: non più soltanto come chiamare i morti, ma come comunicare con loro, classificarli, provarne l’esistenza, ascoltarli, registrarli, fotografarli, interrogarli senza cadere nella frode o nell’ossessione. È la stessa ferita, ma con strumenti nuovi.

Lo spiritismo è dunque una delle grandi religioni implicite della modernità, anche quando non si presenta sempre come religione. Nasce dove la fede tradizionale non basta più, ma dove il materialismo non consola. Cerca prove dell’anima in un’epoca che chiede prove per tutto. Porta i morti in casa, nei salotti, nei laboratori, nei giornali, nei tribunali della credulità pubblica. A volte inganna. A volte conforta. A volte produce fenomeni difficili da liquidare. A volte diventa teatro. A volte diventa ricerca sincera. In ogni caso, racconta qualcosa di profondo sul nostro rapporto con la morte.

Il suo punto più delicato resta sempre lo stesso: la voce. Chi parla? Il defunto? Il medium? L’inconscio? Il gruppo? Un automatismo corporeo? Una frode? Uno spirito diverso da quello dichiarato? Una costruzione simbolica capace comunque di consolare? Lo spiritismo vive dentro questa domanda, e ogni risposta troppo rapida lo impoverisce. Il credente assoluto non vede il problema del discernimento; lo scettico assoluto non vede la forza dell’esperienza. Fra i due, resta il territorio più interessante: quello in cui una cultura intera ha cercato di capire se la morte fosse davvero silenzio.

Forse è per questo che lo spiritismo continua a tornare. Nonostante le frodi, le critiche, le spiegazioni psicologiche, la secolarizzazione, il ridicolo mediatico, esso conserva una domanda che nessun progresso tecnico ha cancellato. Se una persona amata muore, che cosa resta della relazione? Solo memoria? Solo corpo? Solo assenza? O qualcosa può ancora attraversare, parlare, bussare, scrivere, manifestarsi, anche solo per un istante? Lo spiritismo nasce nel momento in cui questa domanda smette di appartenere soltanto alla chiesa, al cimitero o al sogno, e si siede attorno a un tavolo chiedendo una risposta.

Fonti essenziali di riferimento

Allan Kardec, Il Libro degli Spiriti.

Allan Kardec, Il Libro dei Medium.

Arthur Conan Doyle, The History of Spiritualism.

Emma Hardinge Britten, Modern American Spiritualism.

Janet Oppenheim, The Other World: Spiritualism and Psychical Research in England, 1850–1914.

Alex Owen, The Darkened Room: Women, Power, and Spiritualism in Late Victorian England.

Brandon Hodge, studi e ricerche sulla storia della tavoletta Ouija e delle talking boards.

Studi sulla Society for Psychical Research, sulla parapsicologia e sulle indagini moderne sui fenomeni medianici.

Studi sul rapporto fra spiritismo, positivismo, fotografia spiritica, automatismo, lutto e cultura ottocentesca.

Consigli per la lettura ed approfondimenti

Il libro dei Medium – Allan Kardek

Medium e fenomeni medianici – Allan Kardek

Il cielo e l’inferno, la giustizia secondo lo spiritismo – Allan Kardek, Barbara Lancellotti Baus

Magia e mistero della vita e della morte – Alexandra Rendhell

Bibliografia generale per la sezione Spiritismo

Fonti spiritiche e testi primari

Allan Kardec, Il Libro degli Spiriti, 1857.

Allan Kardec, Il Libro dei Medium, 1861.

Allan Kardec, Il Vangelo secondo gli Spiriti, 1864.

Allan Kardec, Il Cielo e l’Inferno, 1865.

Allan Kardec, La Genesi, i miracoli e le predizioni secondo lo Spiritismo, 1868.

Allan Kardec, Che cos’è lo Spiritismo, 1859.

Allan Kardec, Opere Postume, 1890.

Andrew Jackson Davis, The Principles of Nature, Her Divine Revelations, and a Voice to Mankind, 1847.

Emma Hardinge Britten, Modern American Spiritualism: A Twenty Years’ Record of the Communion between Earth and the World of Spirits, 1870.

Emma Hardinge Britten, Nineteenth Century Miracles; or, Spirits and Their Work in Every Country of the Earth, 1884.

Paschal Beverly Randolph, Dealings with the Dead, 1861.

William Stainton Moses, Spirit Teachings, 1883.

Florence Marryat, There Is No Death, 1891.

Arthur Conan Doyle, The History of Spiritualism, 1926.

Arthur Conan Doyle, The New Revelation, 1918.

Arthur Conan Doyle, The Vital Message, 1919.

Cesare Lombroso, Ricerche sui fenomeni ipnotici e spiritici, 1909.

Ernesto Bozzano, Dei fenomeni d’infestazione, 1919.

Ernesto Bozzano, Animismo o spiritismo?, 1938.

Ernesto Bozzano, La crisi della morte, 1930.

Ernesto Bozzano, Popoli primitivi e manifestazioni supernormali, 1941.

Camille Flammarion, L’inconnu et les problèmes psychiques, 1900.

Camille Flammarion, Les maisons hantées, 1923.

Gustave Geley, De l’inconscient au conscient, 1919.

Gustave Geley, L’ectoplasmie et la clairvoyance, 1924.

Charles Richet, Traité de métapsychique, 1922.

Gabriel Delanne, Le phénomène spirite, 1893.

Gabriel Delanne, L’âme est immortelle, 1899.

Léon Denis, Après la mort, 1890.

Léon Denis, Christianisme et spiritisme, 1898.

Léon Denis, Dans l’invisible, 1903.

Storia dello spiritismo moderno

Janet Oppenheim, The Other World: Spiritualism and Psychical Research in England, 1850-1914, Cambridge University Press, 1985.

Alex Owen, The Darkened Room: Women, Power, and Spiritualism in Late Victorian England, University of Chicago Press, 1989.

Molly McGarry, Ghosts of Futures Past: Spiritualism and the Cultural Politics of Nineteenth-Century America, University of California Press, 2008.

Bret E. Carroll, Spiritualism in Antebellum America, Indiana University Press, 1997.

Ann Braude, Radical Spirits: Spiritualism and Women’s Rights in Nineteenth-Century America, Indiana University Press, 1989.

Cathy Gutierrez, Plato’s Ghost: Spiritualism in the American Renaissance, Oxford University Press, 2009.

Simone Natale, Supernatural Entertainments: Victorian Spiritualism and the Rise of Modern Media Culture, Pennsylvania State University Press, 2016.

Christine Bergé, La voix des esprits: ethnologie du spiritisme, Métailié, 1990.

John Warne Monroe, Laboratories of Faith: Mesmerism, Spiritism, and Occultism in Modern France, Cornell University Press, 2008.

Lynn L. Sharp, Secular Spirituality: Reincarnation and Spiritism in Nineteenth-Century France, Lexington Books, 2006.

Marina Warner, Phantasmagoria: Spirit Visions, Metaphors, and Media into the Twenty-first Century, Oxford University Press, 2006.

Ricerca psichica, metapsichica e parapsicologia

Frederic W. H. Myers, Human Personality and Its Survival of Bodily Death, 1903.

Edmund Gurney, Frederic W. H. Myers, Frank Podmore, Phantasms of the Living, 1886.

Frank Podmore, Modern Spiritualism: A History and a Criticism, 1902.

Frank Podmore, The Naturalisation of the Supernatural, 1908.

William Crookes, Researches in the Phenomena of Spiritualism, 1874.

Oliver Lodge, The Survival of Man, 1909.

Oliver Lodge, Raymond, or Life and Death, 1916.

Hereward Carrington, The Physical Phenomena of Spiritualism, 1907.

Hereward Carrington, Eusapia Palladino and Her Phenomena, 1909.

Nandor Fodor, Encyclopaedia of Psychic Science, 1934.

J. B. Rhine, Extra-Sensory Perception, 1934.

J. B. Rhine, New Frontiers of the Mind, 1937.

G. N. M. Tyrrell, Apparitions, 1943.

Alan Gauld, The Founders of Psychical Research, Routledge & Kegan Paul, 1968.

Alan Gauld, Mediumship and Survival: A Century of Investigations, Heinemann, 1982.

D. Scott Rogo, The Poltergeist Experience, 1979.

D. Scott Rogo, Life After Death: The Case for Survival of Bodily Death, 1986.

René Sudre, Introduction à la métapsychique humaine, 1926.

Eugène Osty, La connaissance supranormale, 1923.

Albert von Schrenck-Notzing, Phenomena of Materialisation, 1923.

Psicologia, inconscio, dissociazione e automatismi

Pierre Janet, L’automatisme psychologique, 1889.

Pierre Janet, Névroses et idées fixes, 1898.

Théodore Flournoy, Des Indes à la planète Mars, 1900.

William James, The Varieties of Religious Experience, 1902.

William James, Essays in Psychical Research, raccolta postuma.

Carl Gustav Jung, Psicologia e patologia dei cosiddetti fenomeni occulti, 1902.

Carl Gustav Jung, Psicologia e religione, 1938.

Carl Gustav Jung, La sincronicità come principio di nessi acausali, 1952.

Sigmund Freud, Psicoanalisi e telepatia, 1921.

Sigmund Freud, Sogno e occultismo, in Introduzione alla psicoanalisi. Nuova serie di lezioni, 1932.

Henri F. Ellenberger, The Discovery of the Unconscious, Basic Books, 1970.

Ian Hacking, Rewriting the Soul: Multiple Personality and the Sciences of Memory, Princeton University Press, 1995.

Adam Crabtree, From Mesmer to Freud: Magnetic Sleep and the Roots of Psychological Healing, Yale University Press, 1993.

Adam Crabtree, Multiple Man: Explorations in Possession and Multiple Personality, 1985.

Carlos S. Alvarado, Exploring the Features of Out-of-Body Experiences, 1997.

Etzel Cardeña, Steven Jay Lynn, Stanley Krippner, Varieties of Anomalous Experience, American Psychological Association, 2000.

Fantasmi, hauntings, poltergeist e case infestate

Camille Flammarion, Les maisons hantées, 1923.

Ernesto Bozzano, Dei fenomeni d’infestazione, 1919.

Harry Price, The Most Haunted House in England: Ten Years’ Investigation of Borley Rectory, 1940.

Harry Price, Confessions of a Ghost-Hunter, 1936.

Andrew Green, Ghost Hunting: A Practical Guide, 1973.

Peter Underwood, Gazetteer of British Ghosts, 1971.

Peter Underwood, The Ghost Hunter’s Guide, 1986.

Nandor Fodor, The Haunted Mind: A Psychoanalyst Looks at the Supernatural, 1959.

Guy Lyon Playfair, This House Is Haunted: The True Story of the Enfield Poltergeist, 1980.

Owen Davies, The Haunted: A Social History of Ghosts, Palgrave Macmillan, 2007.

Roger Clarke, A Natural History of Ghosts: 500 Years of Hunting for Proof, Particular Books, 2012.

Shane McCorristine, Spectres of the Self: Thinking about Ghosts and Ghost-Seeing in England, 1750-1920, Cambridge University Press, 2010.

Sasha Handley, Visions of an Unseen World: Ghost Beliefs and Ghost Stories in Eighteenth-Century England, Pickering & Chatto, 2007.

Brandon Massullo, The Ghost Studies: New Perspectives on the Origins of Paranormal Experiences, New Page Books, 2017.

Channeling, spiritualismo contemporaneo e New Age

Jon Klimo, Channeling: Investigations on Receiving Information from Paranormal Sources, 1987.

Jane Roberts, Seth Speaks: The Eternal Validity of the Soul, 1972.

Jane Roberts, The Nature of Personal Reality, 1974.

Helen Schucman, A Course in Miracles, 1976.

Wouter J. Hanegraaff, New Age Religion and Western Culture: Esotericism in the Mirror of Secular Thought, Brill, 1996.

Paul Heelas, The New Age Movement: The Celebration of the Self and the Sacralization of Modernity, Blackwell, 1996.

Olav Hammer, Claiming Knowledge: Strategies of Epistemology from Theosophy to the New Age, Brill, 2001.

Christopher Partridge, The Re-Enchantment of the West, T&T Clark, 2004.

Strumenti digitali e risorse online

Kardecpedia, edizione digitale multilingue delle opere di Allan Kardec.

Society for Psychical Research, archivi, articoli e bibliografie sulla ricerca psichica.

Psi Encyclopedia, a cura della Society for Psychical Research, con voci su mediumship, hauntings, poltergeist, apparizioni e ricerca psichica.

International Association for the Preservation of Spiritualist and Occult Periodicals, archivio digitale di periodici spiritualisti e occultistici.

Bibliothèque nationale de France, Gallica, per testi francesi ottocenteschi su spiritismo, magnetismo e metapsichica.

Internet Archive, per edizioni storiche di testi spiritualisti, metapsichici e parapsicologici.

HathiTrust Digital Library, per testi accademici e storici sullo spiritualismo moderno.

Cambridge University Library, Society for Psychical Research Collection, per documenti storici della ricerca psichica britannica.

Nota editoriale

Questa bibliografia non ha la pretesa di esaurire l’intero campo dello spiritismo, della medianità e della ricerca psichica, ma offre una base solida per orientarsi tra fonti primarie, testi dottrinali, studi storici, psicologia degli automatismi, parapsicologia, hauntings, poltergeist e channeling contemporaneo. Per le pagine dedicate ad Allan Kardec e alle opere maggiori, i testi kardecisti restano il nucleo fondamentale. Per le pagine su medianità, psicografia, materializzazioni e fenomeni fisici, sono particolarmente utili Myers, Crookes, Richet, Geley, Carrington, Gauld e Bozzano. Per le pagine dedicate a psicologia, lutto, dissociazione e suggestione, i riferimenti principali sono Janet, James, Jung, Flournoy, Ellenberger e gli studi contemporanei sulle esperienze anomale. Per fantasmi, hauntings e poltergeist, Bozzano, Flammarion, Price, Fodor, Playfair, Davies, Clarke e McCorristine costituiscono un primo quadro di lavoro.

INSTAGRAM

Prepara la condivisione

Copia il testo, poi usa il menu di condivisione del telefono e scegli Instagram.

Scarica immagine